A vederla, arrampicata sul ciglio del costone, mette i brividi. Eppure, per la ruspa che penetra nella roccia tenera, sarebbe tutto in regola. Parola del Sindaco di Santa Cesarea Terme Daniele Cretì.

Le immagini, scattate il 30 novembre e fatte circolare su facebook, però, sono eloquenti. La falesia è bianca. Sembra pietra leccese. E come la pietra leccese si sfarina. E come il tufo cede e scivola via. Inghiottita dall’acqua. Assieme al tonfo delle pietre, che cadono adesso e sono cadute negli ultimi anni. Perchè, sì, questo è uno dei tratti più belli ma anche più delicati della costa di tutta la regione. Livello di pericolosità pg3. Tradotto, significa che quell’area è classificata nel Pai come a pericolosità geomorfologica molto elevata e a rischio molto elevato, per il potenziale dissesto con crolli e distacchi dei blocchi rocciosi. Si sa. “E’ proprio per questo che abbiamo voluto i lavori- replica Cretì- abbiamo tutti i pareri acquisiti e nessuno ha presentato osservazioni durante la procedura di valutazione e incidenza ambientale, durata due anni e mezzo”. Ad essere eseguiti, infatti, sono i lavori di consolidamento del costone roccioso, che proseguiranno fino al 12 gennaio. Ad aggiudicarseli la società Cem di Napoli per 3milioni di euro a valere sui fondi Cipe. Ma la domanda che sorge spontanea è se le vibrazioni del martello su una falesia così delicata, così instabile, non contribuiscano a provocare ulteriore danno. E poi, le pietre a valle, a questo punto rifiuto speciale, rimarranno lì? Su questo sarebbe stato, a quanto pare, già presentato un esposto in Procura. Dal Comune di Santa Cesarea si respinge, intanto, ogni ipotesi che lì possano essere costruite abitazioni. D’altronde, sarebbe impensabile, visto che l’area interessata è la stretta striscia tra il mare e il complesso turistico che sorge nel comparto 19, lo stesso su cui si è lasciato costruire un mega ristorante e piscine d’acqua salata, “per portare il mare al di sopra”, aveva detto qualcuno per giustificarsi. “Spasmodica campagna mediatica su Porto Miggiano”, si difende oggi Cretì, che annuncia querele. “La spiaggetta- rimarca- dopo 20 anni di divieto di balneazione tornerà fruibile”… sempre per chi avrà il coraggio di fare il bagno lì sotto!

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