Foto Antonio CastelluzzoQuando la politica rischia di correre sui numeri anziché sui programmi, i candidati si rincorrono tra sondaggi e conferenze stampa per chiarire questo o quell’altro punto. E’ quello che sta succedendo in questi giorni tra i candidati del centrosinistra alle primarie per Lecce, Salvemini e Capone

“Loredana dichiara che le primarie non si stanno giocando sul programma semmai il contrario la mia attività è scandita da proposte per la città più o meno condivisibili a partire dal laboratorio Lecce2.0dodici nel quale confluiscono le idee partecipate per la nascita di  un’altra città, più efficiente e al servizio dei cittadini”. Risponde così Carlo Salvemini a una delle dichiarazioni fatte da Loredana Capone, qualche giorno fa, a proposito di un sondaggio commissionato e reso pubblico dal Pd e che la vedrebbe perdente contro Salvemini.

Si potrebbe anche pensare ad una strumentalizzazione del sondaggio stesso, ad una mossa politica – secondo Salvemini – più che ad una comunicazione di servizio, ma senza alimentare polemiche, meglio concentrarsi sui contenuti. “Da mesi ho individuato nelle primarie virtuose il percorso ideale nella scelta del candidato sindaco, un percorso e uno spazio dal quale non si può prescindere in virtù di una democrazia attiva e partecipata. Non si tratta certo di elezioni politiche ma di una competizione tra appartenenti alla stessa area politica per la quale si condividono passioni, valori, ideali, idee e progetti. I candidati alle primarie chiedono fiducia per quello che sono, per quello che dicono, per quello che propongono indipendentemente dal simbolo o dall’istituzione che rappresentano. Niente sfide personali, solo obiettivi comuni. Lo stravolgimento del significato delle primarie sfocia in una insana competizione che non persegue più l’obiettivo del ricambio politico amministrativo della città ma in una insignificante lotta intestina”. E’ questo il succo del messaggio che Salvemini ha voluto inviare alla sfidante e ai cittadini, questa mattina dal suo comitato politico in via Nazario Sauro. Oltre al messaggio la proposta: “Propongo a Loredana di organizzare, da qui al 20 gennaio tre o cinque incontri  tematici per la città, nelle piazze nei quartieri, parliamo ai leccesi e presentiamo le nostre proposte, mettiamo al centro i programmi invece di inseguire ossessioni centriste, io ci sono”

Le dichiarazioni di Loredana Capone lasciavano trasparire una velata paura di perdere le primarie compromettendo la sua immagine politica a discapito dei ruoli prestigiosi fin qui ricoperti, ma non è lo spirito giusto – per Salvemini – per affrontare le amministrative di una città come Lecce che chiede a gran voce il cambiamento.

“Vogliamo essere l’alternativa al quindicennio di governo di centrodestra che in questi giorni ha mostrato la sua vera faccia: arroganza uso clientelare della spesa pubblica sprechi disprezzo delle regole e insofferenza ai controlli con il risultato di un bilancio pubblico in dissesto, una lunga penosa sequenza di indagini penali per reati gravissimi contro la pubblica amministrazione che vede indagati esponenti di primo piano. Noi ci proponiamo di cambiar pagina e di ridare fiducia alla politica come servizio e impegno per i cittadini”.

E sul cosiddetto voto utile è stato categorico: “il voto è utile quando si persegue un ideale e il percorso politico amministrativo più vicino alle proprie idee”.

Preso atto del mancato invito al tavolo di lavoro del centrosinistra per lo statuto sul regolamento delle primarie, Salvemini ribadisce l’interesse per il protagonismo attivo e per il lavoro svolto fin’ora con il percorso compiuto a partire dal laboratorio Lecce2.0dodici, un patrimonio di idee a disposizione di chiunque voglia usufruirne.

Sui numeri previsti per la partecipazione alle primarie, Salvemini si dichiara positivo, la previsione di 5mila partecipanti corrisponde al 25% di chi voterà alle amministrative, perfettamente in linea con i dati nazionali, a chi pensa di poter sottrarsi dalla competizione primaria, invece, deve fare mente locale sullo straordinario risultato del 2007 con 12mila partecipanti, oltre cioè il 50% de votanti.

“Tuttavia – ha concluso Salvemini – il miglior sondaggio non è quello di misurare la propria forza elettorale ma è quello che riesce a indicare una strada, un percorso senza perderci nell’idea dell’appannaggio contro lo sfidante. Obiettivo è ridare un buon governo alla città, non con un cambio di maggioranza ma con una valida alternativa, per farlo non serve dire “vinco solo io” ma tutto il centro sinistra insieme”.