Tredieci le persone arrestate fino ad ora nell’ambito dell’operazione condotta dalla polizia a Messina e in altre citta’ italiane, che ha consentito di scoprire un’organizzazione che gestiva siti internet clonati per scommesse clandestine.

Sono tutti accusati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata all’accettazione e alla raccolta di scommesse clandestine.

Anche a Lecce la Squadra Mobile ha sottoposto agli arresti domiciliari due professionisti leccesi, esperti informatici, componenti del sodalizio criminale ovvero Donateo Alessandro, di 41 anni, e Contursi Luca, di 39 anni, mentre è attivamente ricercato Orlandi Fernando di 53 anni di Trepuzzi, all’epoca dei fatti direttore del Casinò di Venezia Vittoriosa, sede di Malta e responsabile del portale denominato www.casinovittoriosa.com.

Il promotore dell’organizzazione criminale, il messinese Rigano Paolo, arrestato nella mattinata, aveva stipulato con l’Orlandi un rapporto di collaborazione.

Questi, grazie agli esperti informatici leccesi Donateo e Contursi ha clonato, insieme a Rigano, mettendolo a disposizione dell’associazione, il sito legale, accessibile tramite il sito Paribet.com, clonato da RIGANO Paolo e istituito sul modello del sito www.casinovittoriosa.com che, proprio in considerazione della sua estensione e della sede a Malta, non è accessibile dall’Italia.

Per ovviare a tale inconveniente ORLANDI e RIGANO, grazie anche alla collaborazione di DONATEO e CONTURSI che hanno avuto il compito di rendere intercomunicante il sito, che ha il server a Innsbruk, con quello in uso a Malta che ha, ovviamente, i server sull’isola, hanno dato vita ad un nuovo sito denominato paribet.casinovittoriosa.com.

L’operazione di clonazione del sito, particolarmente complessa, ha consentito ai clienti dell’organizzazione di accedere alle scommesse offerte dallo stesso sito anche dall’Italia, facendo finire i proventi delle scommesse all’organizzazione criminale.

Nel corso dell’esecuzione della misura custodiale ai due professionisti leccesi sono stati sequestrati dei computer portatili, due telefonini e del materiale cartaceo che sarà valutato dall’Autorità Giudiziaria procedente.

In altre località italiane la polizia ha anche sequestrato otto società informatiche e numerosi conti postali e bancari. Per dieci degli indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Secondo l’accusa, l’organizzazione criminale utilizzava siti internet clonati, apparentemente identici a quelli autorizzati dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, collegati a Provider aventi sede all’estero, con lo scopo di effettuare scommesse online e giocate a casinò virtuali.

L’attività, estremamente remunerativa, veniva svolta in totale evasione fiscale, realizzando un’ingente truffa ai danni dello Stato.

I provider utilizzati hanno sede in Nazioni considerate paradisi fiscali, come Malta e Lussemburgo, con sede sociale prevalentemente in Svizzera e in Gran Bretagna. Tra gli espedienti utilizzati per ingannare i clienti vi era anche quello di utilizzare homepage raffiguranti la Città del Vaticano, cliccando sulle quali si accedeva ad un poker online.

Le indagini sono state effettuate utilizzando sofisticati sistemi investigativi da parte della Polizia Postale.

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