“Ricordate quanto si pagava più di interessi rispetto ai concorrenti europei. Prima dell’euro l’Italia era considerata un debitore meno affidabile degli altri. Ora siamo credibili quanto gli altri”.(Carlo Azeglio Ciampi – febbraio 2000).

“Siamo entrati nell’euro e già se ne vedono gli effetti: è calata l’inflazione, si sono abbassati i tassi di interesse, è cominciata la ripresa dell’occupazione. Sarei molto contento di vedere anche la Grecia nell’euro”. (Romano Prodi- settembre 1999).
“Dobbiamo sfruttare nel migliore dei modi i grandi vantaggi che ci porterà l’euro: dalla stabilità alla spinta verso lo sviluppo economico fino alla bassa inflazione ed alle opportunità di crescita”. (Massimo D’Alema – novembre 1998).
I famosi esperti di macroeconomia sono ancora convinti di questo? Provate a chiederlo al famoso “uomo della strada” e sentirete delle risposte molto edificanti. Al solo parlare di euro e di Europa gli viene l’orticaria. Il mio euroscetticismo è datato dal momento che, pur non sapendo molto di economia, mi è sembrato di sentire “puzza di bruciato” in merito alla rapidità  con la quale si è voluto aderire alla moneta unica. I fatti sono sotto gli occhi di tutti; si parla di crisi ma, a tutt’oggi non ho sentito alcun politico, specie fra i tre citati, chiedere almeno scusa per le previsioni così sballate. Eppure che l’Europa sia un bluff ormai è risaputo: non ha una politica economica comune, non ha una polita estera comune, non ha una politica di difesa comune, non ha una lingua comune, eppure l’aggettivo “comune” l’ho già citato per ben quattro volte ma sempre per smentirlo. Le attuali vicende di casa nostra ci faranno capire, a nostre spese, quale grosso errore sia stato quello di aderire all’Unione. So che molti lettori apparentemente si scandalizzeranno delle mie affermazioni anche se in cuor loro diranno che è tutto vero. Mi è stato obiettato che, ove ci fosse un ritorno alla vecchia liretta ci sarebbe una grande svalutazione. Ma, di grazia, quando si è entrati nell’euro cosa è avvenuto? Mi ricordo di aver comprato il giornale con 500/600 lire e dall’adozione dell’euro in poi 1 euro, cioè, 1937,26 vecchie lire; oggi nell’uso corrente al valore dell’euro si fa corrispondere il migliaio di lire e cioè 1 euro vale 1000 lire; signori economisti mi si spieghi almeno se è vero che ci siamo svalutati del 50%. Ed allora oggi di che parliamo? Ci si dice che la “crisi” ha provocato tutto questo ma si omette di dirci chi ha provocato la crisi; timidamente dico le Banche d’affari ed a chi è stato affidato il potere di vita e di morte sugli Stati membri? Alla BCE, ovvero al pool di banche che la compongono, che, però, non si muove come una qualunque banca centrale si sarebbe mossa nei riguardi del proprio Stato ma si limita ad imporre nuovi balzelli che non alimenteranno mai la crescita che è fatta di produzione e consumi.
Questa Unione che, pur rispettando le diversità fra i vari Stati, avrebbe dovuto garantire almeno l’omogeneità economica, dopo 10 anni ancora tace. Credo che se questa malaugurata accozzaglia di stati, così diversi fra loro, dovrà continuare a far danni, si cerchi, almeno, di farli fare in maniera più equa e distribuita fra i vari Stati membri. Faccio un esempio che riguarda l’attività militare, almeno per noi italiani. Siamo presenti in molte missioni su mandato, non sempre chiarissimo e lineare ONU che ci stanno costando miliardi di euro ed anche molti sacrifici umani. I tedeschi dove stanno? Non so se almeno pagano ma ho forti dubbi; ergo la Germania la faccia non ce la mette e risparmia anche bei quattrini. Il sen. Monti speriamo batta i pugni e convinca i tedeschi a pagare equamente il costo delle missioni.
Un  telegiornale dell’uno dicembre ha detto che con la crisi la Germania ha già fatto una plusvalenza di 20 miliardi, quanto una nostra mezza finanziaria; del resto, la Germania ha tutto l’interesse a mantenere l’euro in debolezza così ha più facilità nelle proprie esportazioni, ma uno Stato sovrano non può farsi fare queste prevaricazioni da un altro Stato. So di essere considerato quasi un paranoico affermando che sarei curioso di vedere il crollo dell’euro. Qualcuno pensa che sarebbe un’Apocalisse, ma potrebbe anche non esserlo. In Europa staremmo peggio del Portogallo, della Spagna, della Grecia, dell’Irlanda, per non citare tutta la pletora di Stati che fanno parte dell’Unione? Forse saremmo gli stessi che eravamo prima ma con una maggiore esperienza a non lasciarci infinocchiare dai vari cervelloni politici e tecnici ma almeno con la consapevolezza che se dovessimo andar male si individuerebbe il responsabile. Oggi non è così: la responsabilità è degli stati e basta! Zitti e pagare! Ma fino a quando?