Foto Andrea StellaPrimo sequestro per la guardia di finanza di botti pirotecnici, in vista dell’ultimo dell’anno. Questa volta a farne le spese una famigliola leccese che deteneva nella propria abitazione nel quartiere Leuca, ben 350 kg di botti di origine cinese.

Un ingente quantitativo che i Baschi Verdi della compagnia di Lecce, hanno portato via dalla palazzina sita quasi nel pieno centro della città, dove abitavano anche altre famiglie con bambini. I botti erano conservati in scatoloni nel sottoscala a due passi persino dalla cucina.

Un rischio altissimo quindi, quello che i due coniugi – 54 anni e già noto alle forze dell’ordine lui, incensurata 47enne lei – che detenevano i botti, hanno permesso che corressero i propri tre figli minorenni e tutti gli occupanti del palazzo, che in caso di accensione accidentale, sarebbe potuto letteralmente esplodere.

I fuochi pirotecnici sono tutti di IV e V categoria, quindi destinati ad all’utilizzo di persone esperte del settore e che risultano pericolosissimi anche per la vendita.

Le fiamme gialle presumono che il materiale fosse destinato alla vendita al dettaglio nelle bancarelle e che quindi la famiglia che lo deteneva facesse da intermediaria tra i grossisti e i dettaglianti. Ulteriori indagini infatti, cercheranno di individuare i canali dai quali si siano riforniti ed eventualmente a chi fossero destinati.

E’ stato calcolato che il ricavato totale se questi botti fossero stati destinati alla vendita, sarebbe stato di circa 20.000 euro, per cui è evidente l’importanza di questo sequestro che si prospetta essere il primo di lunga serie. Le fiamme gialle stanno infatti, in queste ore, portando a termine altre indagini e altre investigazioni che potrebbero portare a frenare ancora di più la vendita di botti illegali.

La normativa del 2010 tra l’altro, ha apportato delle modifiche alla classificazione dei botti pirotecnici, in quanto rientrano nelle categorie IV e V, cioè le più pericolose, anche mortaretti, bombe carta, petardi e altri fuochi che nonostante la loro pericolosità erano considerati vendibili a chiunque.

Foto Andrea StellaIn giorni in cui rimbalza da più parti la notizia del divieto di sparare botti per l’ultimo dell’anno, l’invito del capitano Laura Patriarca, del capitano Giuseppe Carrozzo e del sottotenente Ingusci – comandante dei Baschi Verdi – è di evitare l’acquisto di botti dalle bancarelle che sono di dubbia origine e di moderarne l’utilizzo la notte di Capodanno.

Persino le scintille ad esempio, che di solito vengono date ai bambini, bruciano alla temperatura di 300°; ancora l’acqua sui botti inesplosi potrebbe invece che spegnerli creare autocombustione e persino le onde elettromagnetiche dei cellulari sono pericolosissime per l’accensione accidentale dei botti.
Massima attenzione quindi, il messaggio che viene lanciato e un appello al senso di responsabilità.

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