La Compagnia Teatro Solatia di Specchia diretta dall’Attrice e Regista Rosaria Ricchiuto e la Società Sorgente Srl  nell’ambito di un progetto di Teatroterapia presentano lo spettacolo teatrale “Angeli Scalzi: una luce che scivola nel buio” che sarà portato in scena: Sabato 17 Dicembre

alle ore 18.30 a Racale Sala San Sebastiano presso Municipio Via Fiuma Marina, Domenica 18 Dicembre alle ore 18.30 a Presicce Sala del Trono del Palazzo Ducale in Piazza del Popolo, Martedì 20 Dicembre alle ore 19.30 ad Ugento Nuovo Museo Archeologico Via Roma, Mercoledì 21 Dicembre alle ore 18.30 a Taviano Auditorium Comunale presso Scuole Medie.

Ingresso Gratuito.

Con il patrocinio di Provincia di Lecce, Comune di Presicce, Comune di Racale, Comune di Taviano e Comune di Ugento. Mediapartner Telerama.

Lo spettacolo Angeli Scalzi, una luce che scivola nel buio, scritto da Rosaria Ricchiuto nasce da una riflessione su Alda Merini fatta a più voci con una ventina di ospiti  delle Comunità Terapeutico Riabilitative per disabili psichici ed intellettivi  gestite da Sorgente Srl.

Di questo gruppo ben 10 soggetti disabili saranno in scena accanto a 3 operatrici delle Comunità, selezionate per la loto predisposizione al Teatro e a 4 Attrici della Compagnia Teatro Solatia oltre, alla stessa regista.

Uno spettacolo corale che vede ben 18 tra attori e comparse interpretare un messaggio di speranza per chi viene rinchiuso perché ritenuto pazzo, quando invece , come diceva Alda Merini, forse, “i veri pazzi sono fuori”!

La regista Rosaria Ricchiuto cuce il suo testo con  gli scritti di Alda Merini e di altri scrittori famosi e con gli scritti autentici degli stessi disabili che partecipano al progetto legandoli a musiche e canzoni molto significative realizzando uno spettacolo di teatro sperimentale veramente moto originale pur restando nell’alveo del buon gusto e del politicamente corretto.

Con “Angeli Scalzi: una luce che scivola bel buio”, senza distruggere l’esistente e senza demonizzare gli attuali sistemi di cura si riflette sulle patologie psichiatriche e sulle vecchie strutture, ormai per fortuna chiuse dalla legge Basaglia (180/1978) affrontando un tema che costituisce un problema sociale di cui anche oggi si parla davvero poco.

La ex strutture, cosiddette di cura, erano spesso dei veri lager dove tanti poveri cristi venivano, anche a sproposito, rinchiusi per decenni e frequentemente tenuti in condizioni disumane e inenarrabili di abbandono e maltrattamento.

Già vittime innocenti della loro stessa patologia, gli ammalati venivano spesso sottoposti a delle “cure” che oltrepassavano il confine della tortura.

Ma anche oggi, a strutture chiuse, il problema della malattia resta un grave problema sociale che per una forma di disagio o addirittura di vergogna di chi la vive direttamente e per una specie di tabù creato dalla nostra società, nessuno vuole affrontare alla luce del sole.

Il problema dunque esiste ed è quindi giusto e, anzi, doveroso parlarne.

Nel suo piccolo, Rosaria Ricchiuto ha tentato di farlo, a modo suo.

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