Sei mesi dopo l’avvio del Contratto di Solidarietà per gli operatori della STP, i sindacati Filt-Cgil e Ugl-Trasporti sono nuovamente sul piede di guerra in difesa dei lavoratori. Nell’invio di un comunicato congiunto alle istituzioni salentine e all’amministratore unico della società, si prefigura una vertenza sindacale

 

La FILT-CGIL e la UGL Trasporti non hanno voluto aderire, a suo tempo, alla “soluzione” del contratto di solidarietà, in quanto ritenevano mancanti i presupposti giuridici.

Per gli organi sindacali, infatti, il CdS si applica come alternativa al licenziamento di personale in esubero. Nel caso della STP, le 37 unità in esubero già a dicembre del 2010 erano dovuti alla cessione di servizio ad altra Azienda di Trasporti per un milione di chilometri, la stessa azienda che per sopperire alla carenza di organico ha provveduto ad altre assunzioni anziché assorbire parte dell’organico della STP. Tuttavia si è proceduto al contratto di solidarietà con il benestare di provincia e regione, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro e dello stipendio.

“Sono trascorsi sei mesi e ci risulta che, fino ad oggi, sarebbero mancanti le necessarie autorizzazioni da parte degli Enti preposti; autorizzazioni indispensabili perché la STP possa beneficiare degli ammortizzatori sociali erogati dall’INPS. La STP, tuttavia, in applicazione di detto contratto, ed in attesa delle autorizzazioni, ha ridotto l’orario di lavoro dei dipendenti che, di conseguenza, si sono visti decurtato lo stipendio. E gli stipendi vengono ancora adesso erogati con ritardo come oltre un anno addietro”

Questi i motivi che inducono le sigle sindacali a rivendicare i diritti per i lavoratori e un’azione risarcitoria anche nei confronti della provincia di Lecce che non ha tenuto conto, insieme all’amministratore unico, di Filt-Cgil e Ugl-Trasporti nel tavolo di trattative,. “Una palese violazione delle Norme e Contratti vigenti” fanno sapere i rappresentanti Conte e De Rinaldis.

All’interno dell’Azienda, inoltre, le condizioni di lavoro sono diventate psicologicamente inaccettabili, denunciano gli organi sindacali, si moltiplicano senza ragionevoli motivazioni i provvedimenti disciplinari con conseguente riduzione degli stipendi, i lavoratori lamentano un trattamento iniquo nella gestione di turni e residenze di servizio.

“La STP, che è una delle più grosse aziende di trasporto pubblico locale in Terra d’Otranto, a nostro modesto parere – scrivono le sigle –  ha urgente necessità di managers, avulsi da condizionamenti di ogni tipo, capaci di gestire al meglio le necessità dei fruitori del servizio, capaci di operare con occhio attento alla economicità dello stesso e particolarmente attenti alle dinamiche della e nella gestione dei lavoratori. Per i motivi sopra esposti, hanno già attivato azioni di protesta e i lavoratori, stanchi della situazione aziendale generatasi, spingono per l’intensificazione delle stesse”.

 

 

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