Foto Antonio CastelluzzoC’era un tempo a Lecce (che ad alcuni potrà sembrare remoto) in cui non esistevano strisce blu e telecamere nascoste.
Nessuno aveva idea di cosa fosse una “ZTL”; pagare per sostare l’auto era ritenuta roba da “megalopoli kitsch”.

Erano quelli gli anni spensierati del parcheggio selvaggio, fortuito e libero: anni in cui la città era vero Eden e l’uomo poteva coglierne i frutti peregrinando per le vie del centro, dopo avere abbandonato l’autovettura dove più riteneva opportuno (gratis).
L’idillio di quei tempi non tornerà più, lo sappiamo. Facciamocene una ragione.
Insidiose e frustranti, tatuaggi d’asfalto ruvido e consunto, le strisce blu rappresentano oggi per molti automobilisti l’incubo, la nemesi: l’insopportabile e odiosa tassa da pagare perché il comune possa batter cassa rimpinguando voracemente le tasche nei momenti più bui (ovvero: sempre). Anche di questo facciamocene una ragione. Da qualche parte i soldi bisogna pur prenderli.
Forse non tutti sono a conoscenza del fatto che proprio a Lecce spetta il triste primato di terza città italiana col maggior numero di strisce blu e parcheggi a pagamento per numero di abitanti (al primo posto c’è Torino, che ci crediate o meno).
Lasciamo perdere poi le passate questioni relative al mancato pagamento del TARSU tempo fa da parte del comune di Lecce, le puntuali risse del sabato sera in via Duca degli Abruzzi, il labirintico caos che nelle ore di punta che non fa assolutamente rimpiangere quello di ben più estese metropoli italiane e… l’attesa biblica del filobus. O tempora… o mores!
Non stupisce insomma che un recente sondaggio del Lidap Onlus (Lega italiana contro i disturbi d’ansia, da agorafobia e da attacchi di panico) abbia posto la bella capitale barocca tra le città più ansiogene della penisola.
Come già avviene per altre città italiane, la sosta nel capoluogo salentino è regolata secondo tariffe differenziate, a seconda delle zone. L’importo per un’ora di parcheggio varia da 0,52 centesimi a 1,03 € e 1,50 € nelle aree più vicine al centro, dalle 9:00 del mattino alle 14:00 e dalle 16:00 alle 21:00. Festivi esclusi.
Se pensiamo che questo sia fonte di stress, dobbiamo prepararci al peggio: vi è infatti un altro aspetto da non sottovalutare, ancor più drammatico.
Quando infatti uno spiraglio di luce pare insinuarsi fra le strette fessure della caotica e vessata vita da automobilista leccese, quando scoccano “le ventuno” e l’incubo della tassa-parcheggio pare finalmente svanire, ecco profilarsi all’orizzonte (puntuale come il migliore fra gli orologi svizzeri) la mesta figura del parcheggiatore abusivo.
Per farla breve: dalla padella alla brace.
Celata dietro un beffardo sorriso, l’estorsione (sì, perché di vera e propria estorsione si tratta, alla fine della fiera) da parte del perdigiorno di turno non fa altro che ricordare a noi poveri cittadini che uscire a prendere una boccata d’aria dopo le 21 continua ad avere un costo, sia che ci si trovi a Viale Gallipoli, nei pressi della ex Caserma Massa, a Porta Rudiae, Piazza Libertini, Viale Marconi la domenica a Via del Mare oppure… al Vito Fazzi!
E’insomma impossibile, in un modo o nell’altro, sfuggire alla tassa del parcheggio.

Nascosti tra le auto i parcheggiatori ci indicano con arroganza la via, quasi fossimo inetti incapaci di trovare da soli un posto dove sostare.
E’un dato di fatto che la sola presenza di questi individui, vere spade di Damocle, basti a mettere in soggezione i più deboli e coloro che temono per l’incolumità delle proprie autovetture.
Lettere di protesta al Primo Cittadino ed alle forze dell’ordine, voci di automobilisti che gridano nel deserto, restano ad oggi inascoltate. Inspiegabilmente.
Eppure di recente il sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio ha firmato un’ordinanza nella quale viene sancito che è vietato, su tutto il territorio comunale, l’esercizio dell’attività di parcheggiatore senza alcun titolo autorizzativo. Bella iniziativa. Beati loro.
I recenti controlli a tappeto da parte delle forze dell’ordine cui assistiamo da qualche settimana (diretta conseguenza di un pestaggio ai danni d’un venditore di rose nei pressi del Convitto Palmieri) dovrebbero sicuramente coinvolgere anche questo fenomeno, prima che raggiunga proporzioni più vaste e si trasformi, come purtroppo accade altrove, in un monopolio della mafia, della camorra o della SCU.
Resta comunque molto difficile dimostrare l’estorsione e denunciare, quando vi sono i presupposti,  i parcheggiatori abusivi.
La legge 1º agosto 2003 n. 214 che introduce il comma 15-bis dell’articolo 7 del codice della strada, stabilisce che:

« Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano abusivamente, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 726 ad euro 2.918. Se nell’attività sono impiegati minori la somma è raddoppiata. Si applica, in ogni caso, la sanzione accessoria della confisca delle somme percepite, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI. »

Il parcheggiatore commette reato nel momento in cui minaccia o estorce i soldi con la forza. Cosa fare dunque?
La soluzione al problema è piuttosto semplice: non pagare. Non siete ASSOLUTAMENTE obbligati a pagare per sostare l’auto nelle ore non indicate. Lasciate perdere chi vi racconta che è gente che deve pur mantenere la famiglia in un modo o nell’ altro, tentando di giustificare la prassi dell’obolo.
Gli immigrati raccolgono pomodori, vendono accendini, libri e rose per strada o assistono anziani e malati. Dimostrando spesso di avere grande dignità e spirito di sacrificio.
Non sentiatevi impotenti di fronte a questi individui. Ignorate le loro richieste e, se proprio non ve la sentite, parcheggiate altrove. Una camminata non ha mai ucciso nessuno.
Lo scrittore polacco Stanislav Lec scrisse una volta: “La propria impotenza è pericolosa quanto l’altrui prepotenza”.  Aveva ragione.

 

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

venti − 3 =