(Tratto da C.E. Marseglia, “Il Flagello Militare. L’Arte della Guerra in Giovan Battista Martena, artigliere del XVII secolo”. Edit Santoro, Galatina, 2009)

Fra le milizie mercenarie, un posto di rilievo veniva occupato dagli “Svizzeri” e dai “Lanzichenecchi” o “Lanzi”.

I primi erano sorti nel XIV secolo, durante le guerre condotte dai montanari elvetici per l’indipendenza dall’Austria e, nonostante all’origine si fosse trattato di un vero esercito nazionale, successivamente avevano cominciato a prestare la loro opera al soldo dei vari governi stranieri. Si distinguevano particolarmente per la disciplina ferrea e per il duro addestramento militare. Loro unità tattica era il “Battaglione”, che in origine era formato da 2000 uomini capaci, all’occorrenza, di disporsi in “quadrato”, una formazione tattica in grado di resistere alle cariche della cavalleria e composto da 50 picchieri sulla fronte e 40 in profondità. Col tempo l’entità dei battaglioni andò crescendo, sino a raggiungere le 6000 unità, mentre, per formare il quadrato occorrevano 85 fanti sulla fronte e 60 in profondità.
I “Lanzichenecchi”,  dal tedesco “Landsknechte” che significa “servi della terra”, invece, furono istituiti nel 1483 dall’Imperatore Massimiliano I d’Asburgo sul modello degli Svizzeri, dei quali superarono abbondantemente la fama, specialmente per quanto riguarda i saccheggi e le rapine, nel 1527 Roma fu da loro saccheggiata. Prendevano ordini esclusivamente dai loro capitani e combattevano soltanto se la paga pattuita veniva saldata con puntualità, altrimenti, con improvvisi voltafaccia, passavano con disinvoltura alla parte avversa. Avevano l’abitudine di partire per le campagne belliche, portandosi al seguito mogli e figli. Nonostante tali caratteristiche erano rigidamente organizzati in reggimenti, dove vigeva una ferrea disciplina, ed al cui vertice c’era l’Obrist, il colonnello, che oltre ai compiti di comando e di supervisione sull’arruolamento, aveva anche quello di pagare il soldo. Anche le procedure di arruolamento erano severissime e prevedevano una visita medica accuratissima ed alcune prove fisiche, per dimostrare un costituzione robusta. Dopo aver ascoltato la lettura del regolamento di disciplina ed il giuramento all’Imperatore, il Lanzichenecco veniva inviato al campo d’armi per l’addestramento. La gerarchia dei quadri prevedeva vari gradi, cosi disposti in ordine decrescente: colonnello, capitano, luogotenente, quartiermastro, prevosto, comandante della polizia militare. Particolarmente importante era anche la figura dell’alfiere. Nonostante i difetti attribuiti ai Lanzichenecchi, essi costituirono sotto i differenti aspetti gerarchico, disciplinare e dell’addestramento, un modello da imitare per i futuri eserciti nazionali.
In Francia i Lanzichenecchi furono impiegati sino al regno di Enrico IV, spagnoli ed austriaci, invece, li inquadrarono sino alla fine della Guerra dei Trent’Anni.

Cosimo Enrico Marseglia

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