Foto Antonio Castelluzzo“Imprevedibili impegni istituzionali connessi alla mia carica, mi impediscono di presenziare… Può ritenere come ammessi i fatti dedotti nell’interrogatorio”. Questo è quanto il presidente Nichi Vendola, ha scritto in una lettera portata al Giudice di pace Luigi Piro dall’avvocato della regione Nicola Colaianni.

Si sarebbe dovuto tenere infatti in mattinata l’interrogatorio formale del governatore, nell’ambito della causa civile intentata dall’avvocato Massimo Todisco, che rappresenta cinque malati oncologici che hanno dovuto pagare per sottoporsi ad una Pet. L’esame diagnostico fondamentale infatti, tra gennaio e marzo di quest’anno era assente nelle strutture sanitarie pubbliche leccesi. Il legittimo impedimento del governatore in pratica è permanente. Ma in compenso Vendola ha ammesso che effettivamente in quel periodo a Lecce non solo nessuna struttura pubblica fosse dotata della pet, ma non ci fosse neppure una struttura privata accreditata che potesse garantire questo servizio in convenzione.

Nel corso dell’udienza è stata poi raccolta la testimonianza del direttore generale della Asl di Lecce Valdo Mellone, che ha  precisato che all’epoca nella provincia leccese fossero assenti strutture contrattualizzate. La contrattualizzazione in pratica è ciò che consente l’esercizio delle prestazioni ponendone i costi a carico del servizio sanitario nazionale. Il direttore ha sottolineato che il servizio fosse del tutto gratuito presso l’ospedale “Perrino” di Brindisi. Senza nulla dire però sui tempi d’attesa previsti.

La causa è conclusa. Andrà in discussione il 3 febbraio. Entro aprile arriverà la decisione.

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