Foto di Antonio Castelluzzo“Un autorevole intervento pubblico dell’avvocato Maurizio Villani – spiega Carlo Salvemini – ci offre l’opportunità di approfondire l’attualissima questione delle cosiddette ZBZ, Zone a Buorocrazia Zero. Il tema è importante perché se le amministrazioni locali, Regione, Provincia e Comune, avviassero, d’intesa, una richiesta al Governo, Lecce potrebbe approfittare delle agevolazioni economiche offerte dall’ultima legge di stabilità.

E’ utile ricordare che le ZBZ potranno, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2013, godere di una maggiore fluidità e semplicità nelle pratiche burocratiche e non solo: tutti i Comuni individuati in passato come ZFU, Zone Franche Urbane, e Lecce è fra questi, potrebbero ottenere la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive. I potenziali vantaggi per l’attivazione di nuove attività commerciali e di servizi sono evidenti. Nessuno intende assegnare poteri risolutivi alla realizzazione di questo strumento d’incentivazione: abbiamo esperienza e memoria per sapere che lo sviluppo non è mai un evento ma un processo che si evolve nel tempo. Ma, in un contesto di crisi sociale come quello attuale, è doveroso attivarsi per mettere a regime tutti gli strumenti previsti dalla normativa vigente. È per questa ragione – continua Salvemini – che sento il dovere di sollecitare le istituzioni preposte ad assolvere quanto prima agli adempimenti previsti: la variabile tempo nei processi come questi è sempre decisiva. Il primo passo è la richiesta di formazione dell’ufficio locale del Governo, presieduto dal prefetto e composto da un rappresentante della Regione, da un rappresentante della Provincia e da uno del Comune. Considerando che la legge di stabilità cui si fa riferimento è datata 12 novembre e che l’entrata in vigore del provvedimento istitutivo delle ZBZ è il primo gennaio 2012, siamo in ritardo sull’ideale tabella di marcia per una pratica destinata, qualora si riuscisse ad attuarla, a fare da catalizzatore per la ripresa dalla crisi economica e a iniettare fiducia ed entusiasmo nel tessuto socio-imprendioriale della nostra comunità. Lecce avrebbe potuto sfruttare l’intero biennio sperimentale 2012-2013 per ottenere i benefici statali ed essere, già dal primo gennaio prossimo, una zona a burocrazia zero; il rischio concreto è che questa opportunità di presentarsi pronti ai nastri di partenza  vada purtroppo persa. Il Comune di Lecce avrebbe dovuto muoversi per primo: dalle notizie in nostro possesso, che speriamo possano essere smentite, nessuna iniziativa è stata finora intrapresa. Per questa ragione e senza alcun spirito polemico invito il Sindaco Perrone e la vice presidente della Regione Puglia Loredana Capone perché s’attivino, ciascuno per le proprie responsabilità, a fare partire quanto prima questo progetto sperimentale. Aspettare oltre – conclude Carlo Salvemini – equivale a gettare via una buona opportunità per la crescita della nostra città; significherebbe lasciar sfuggire un’occasione che Lecce, proprio in questo particolare momento di difficoltà, non può permettersi di perdere”.

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