“Ci offende doppiamente, sia come cittadini pugliesi che come amministratori leccesi, la notizia che la Regione Puglia abbia erogato un contributo di 1 milione e 300mila euro a favore degli organizzatori del Bif&st di Bari, il festival internazionale del cinema del capoluogo pugliese.”

Lo dichiara l’ass. alla Cultura e al Turismo della Città di Lecce, Massimo Alfarano.
“Non è nemmeno il caso di entrare nel merito del calendario delle proiezioni che ci saranno né tanto meno del nutrito elenco di stras che sfileranno sul tappeto rosso. Ciò che ci ferisce è la constatazione  che a fronte di una gravissima crisi economica che attanaglia i nostri territori sia considerato equo sperperare una somma di denaro così ingente, mentre non si perde occasione per lamentarsi, a causa delle tasche vuote, quando ci si rivolge alle istituzioni di governo regionale per chiedere aiuti da destinare alla crescita e allo sviluppo del territorio.
Da Assessore alla Cultura e al Turismo della Città di Lecce, poi, sono doppiamente mortificato, poiché ogni qualvolta ho chiesto qualche contributo alla Regione Puglia per eventi da realizzare nella nostra città ho ricevuto o micro-finanziamenti oppure silenziose alzate di spalle.
Non credo che gli operatori culturali della nostra città siano meno capaci di quelli che operano nel capoluogo. Molto probabilmente avrebbero dovuto far precedere ai loro eventi, come avviene per il Bif&st, la lettera B, B di Bari, per veder riconosciuti maggiori finanziamenti.
Non posso non chiedere a chi accusava Lecce di aver speso 200mila euro per gli eventi delle festività di Natale come la pensi riguardo a questo schiaffo ricevuto dalla Regione Puglia. A meno che non si ritenga che per Bari si possano fare certi sforzi e per Lecce no.
Una cosa però va detta, a chi in questi giorni, in piena trance elettoralistica, critica ogni progetto della nostra amministrazione comunale: forse Lecce dovrà fare qualche passo in avanti per diventare “friendly” o “workly”, ma sicuramente i suoi cittadini non ritengono di essere considerati membri di una comunità “stupidly”.”

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