IL Caffè Letterario Mimose in collaborazione con il CaffèArt della Galleria D’Arte-Pinacoteca  Stomeo di Martano  propone nell’ambito della collettiva “Colori in concerto. Da Veneto un inno al colore” un “incontro con l’autore”

Per l’occasione sarà presentato il libro “LAILA Una Feluca sul Tevere” di Laila Moustafa -L’officina delle parole ed., nella collana “Tu non conosci il sud”.
Un incontro tra letteratura e arte, infatti durante l’intera serata la scrittura sarà compagna di viaggio delle opere degli artisti che rimarranno in mostra fino al 26 gennaio 2012.
Conversano con l’autrice  Pompea Vergaro e Mauro Ragosta.
L’appuntamento è per domenica 22 gennaio alle ore 18.30 nelle accoglienti sale della Galleria di via Caprarica, 11, accanto al fuoco di un antico camino, accolti dalla padrona di casa Gianna Stomeo.

Laila Moustafa nel 2005 decise di pubblicare “Laila Una Feluca sul Tevere” per rendere omaggio a Tahirih, una poetessa nata e vissuta nell’antica Persia intorno alla seconda metà dell’800, in occasione di un Convegno Nazionale che si tiene ogni anno ad Acuto nei pressi di Roma,  organizzato dall’Associazione Nazionale  Bahá’í  “Tahirih”, per l’uguaglianza  dei diritti tra uomo e donna,  come precisa la stessa autrice nella presentazione al volume. 
La giovane Tahirih strappò oltre al velo nel senso stretto- infatti nel 1848 nel convegno di Badasht ebbe il coraggio di abbandonare con atto pubblico e rivoluzionario il velo, rompendo ogni relazione con la vecchia legge islamica- anche quello della religione, rompendo con la tradizione islamica e  quello del matrimonio, pagando un prezzo molto alto. Ancor giovane, nel 1852, fu martirizzata.

Sulle orme di Tahirih, Laila Moustafa ha  tracciato, come in battito d’ali, una sua breve biografia sulla propria vita partendo dai luoghi di nascita e della  prima giovinezza, Il Cairo, per narrare  della sua famiglia di origine e della sua vita  come  sposa, madre e nonna. E di come sia giunta  dalle sponde del Nilo a quelle del Tevere.
Laila Moustafa è nata a Il Cairo in Egitto, ha lavorato alla Radio con un programma rivolto alle donne. Poi, sempre  in Tunisia  ho svolto attività di segretaria presso l’Ambasciata Egiziana  Ha frequentato la Scuola Araba, Inglese e Francese. Ha lavorato presso il Consolato Egiziano a Genova. Svolge  attività di traduttrice in lingua araba presso il Tribunale di Lecce.
Oggi  ella vive in Lecce, ma è sempre in giro per il mondo con Mario, suo marito.

Le pagine di “Laila Una Feluca sul Tevere” sono intrise di profonda religiosità, senso del dialogo, impegno sociale, senso dell’accoglienza,  che costituiscono comunque  le fondamenta della vita dell’autrice quando, ancora giovinetta, fa un viaggio dall’Egitto in Italia, per non farvi più ritorno. . .
Il volume raccoglie, in 32 pagine, un percorso di scrittura e fotografie in bianco e nero, gli episodi più significativi della vita dell’autrice, una vita avventurosa vissuta con semplicità, ma  con  impegno e consapevolezza.
Il volumetto  si conclude con una pagina dove sono menzionati “Alcuni aneddoti della mia vita con Mario” che l’autrice ha vissuto nell’ambito familiare che ne sottolineano quanto ella sia  riuscita tenacemente a vivere la vita, anche in situazioni drammatiche, legandola, il più delle volte, ad un sottile filo di  ironia.
Vi proponiamo due tra gli aneddoti che l’autrice racconta:

“Un giorno mentre lavavo i piatti e mario mi parlava- è l’unico momento in cui è sicuro di completare un discorso, perchè sono costretta a stare ferma- stava per scivolarmi la giacca appoggiata sulle spalle.
Dico: Mari! Mario! Togli la giacca…”
Lui sempre ubbidiente, si tolse la giacca e la mia cadde a terra!”

Innocente conversazione:
Mario: “Io devo stare attento alla mia salute; morire costa caro, oggigiorno”
Mia risposta: “Più aspetti, però, più caro diventerà”.

 

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