“Restiamo esterrefatti dinanzi alla sola ipotesi che la tradizionale sfilata dei carri allegorici del carnevale gallipolino possa venire meno per motivi anche economici. E poiché tale eventualità deve essere scongiurata, mi attiverò immediatamente, entro le prossime 48 ore, per convocare un’assemblea pubblica per chi ama Gallipoli, il folklore, il bello, gli entusiasmi e non se la sente di restare inerme e impassibile dinanzi a questo impoverimento culturale”

E’ l’onorevole Vincenzo Barba ad invitare i rappresentanti istituzionali, il mondo dell’imprenditoria, i papabili aspiranti amministratori, la società civile, le personalità della cultura, gli esperti organizzatori di eventi carnascialeschi cittadini, i gallipolini veraci, tutti gli uomini di buona volontà con pregressa esperienza in materia o meno.

Da questa assemblea dovrà uscire la determinazione, costi quel che costi, che la manifestazione (da tutti invidiata e dal valore indelebile nel tempo) si deve fare.

Per quest’anno al Comune di Gallipoli non si può chiedere nulla, dal momento che le ristrettezze di bilancio le impongono di stringere la cinghia e di indirizzare le risicate risorse economiche a problematiche sociali più urgenti e improcrastinabili. Per quest’anno deve essere la città, nelle sue articolazioni, a mettersi a disposizione dell’associazione organizzatrice, al fine di consentire lo svolgimento della gloriosa sfilata e gli eventi a corredo.

E’ proprio in questa occasione che bisogna dimostrare il genio, il talento, l’inventiva, la capacità di amministrare e la disponibilità dei gallipolini, per scongiurare il black-out. Sarebbe troppo facile occuparsi di qualcosa quando ci sono abbondanti risorse economiche. Bisogna mettersi a disposizione quando i denari mancano e quando generosità può anche significare mettere le mani in tasca per dare.

Nel frattempo, proponiamo e auspichiamo che possa nascere finalmente la Fondazione Carnevale di Gallipoli, in grado di raccogliere tutte le forme di finanziamento possibili e immaginabili e consideriamo necessario che il prossimo governo cittadino si prodighi per il varo e la messa in atto di un progetto almeno quinquennale del Carnevale (con l’impegno di realizzare tante belle cose, di reperire tanti bei soldini e di coinvolgere tanti bei personaggi dalla capacità manageriale di mettere in atto l’una e l’altra cosa), per evitare, da un lato, di ritrovarsi ogni anno con l’acqua alla gola e, dall’altro, di leggere sui giornali ipotesi sciagurate, che fanno non poco male a noi gallipolini e a tutti i salentini.

 

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