Foto Francesco Moscagiuli“Oggi parliamo di una Legge importante: la n. 109 del 1996 “disposizioni in materia di gestione di beni sequestrati e confiscati”. Lo dichiara Carlo Salvemini. “Un provvedimento fondamentale nella lotta al crimine ispirato da Pio La Torre, deputato del PCI siciliano

assassinato dalla Mafia, e che poi è diventato Legge grazie all’associazione LIBERA che raccolse un milione di firme e riuscì a farla approvare dal Parlamento.

Perché vogliamo parlare di uso dei beni sequestrati al crimine organizzato durante un confronto politico programmatico per le elezioni comunali?

Perché grazie all’applicazione di questa legge si sta diffondendo nel nostro Paese un innovativo metodo di lavoro che vede coinvolti, in una collaborazione virtuosa, soggetti istituzionali pubblici, enti e soggetti della società civile tutti impegnati nella costruzione del capitale sociale e di beni comuni. Tema oggi rilevantissimo nel dibattito politico e a noi particolarmente caro: perché esso richiama il principio di un vantaggio che ciascuno trae per il fatto di essere parte di una comunità. Dove l’interesse di ognuno si realizza insieme a quello degli altri, non contro né a prescindere da quello degli altri.

Quello che oggi vogliamo suggerire è di attivare anche a Lecce pratiche, esperienze capaci di sviluppare una sana occupazione e servizi per il territorio mediante il riuso dei beni confiscati: che hanno il doppio merito di rafforzare la fiducia nelle istituzioni e offrire opportunità ai giovani.

La trasformazioni di beni serviti alla criminalità in attività gestite da giovani e associazioni che si ripropongono finalità sociali o di pubblico interesse, è un tassello fondamentale nella costruzione di una società liberà che vuole crescere nel più assoluto rispetto della legalità.

Ricchissima è la documentazione delle bellissime esperienze realizzate in Italia grazie all’applicazione convinta di questa Legge. Anche qui in Puglia: una su tutte. Quella di Mesagne con la Cooperative Terra di Puglia Libera Terra dove sui terreni sottratti alla SCU oggi è sorto un vigneto, un uliveto, un seminativo il tutto gestito da una cooperativa di 11 soggetto: 6 soci lavoratori, 3 soci volontari e 2 sovventori. Ma tante altre se ne potrebbero raccontare.

A Lecce c’è lo spazio per realizzare pratiche virtuose: in allegato l’elenco dei beni immobili confiscati al crimine organizzato e assegnati al Comune

E’ una dotazione ricca: recentemente s’è inaugurata la nuova sede della Guardia Forestale in Via Monteroni, ma tante altre possibilità restano aperte.

Consideriamo importantissimo focalizzare la situazione esistente, studiare tutte le opportunità, attivare le iniziative necessarie per aprire un cantiere di buona politica.

Verificare quali beni sono appetibili, quali in condizioni di fatiscenza che è necessario eventuale recuperare e con quali fondi, quali quelli ad esempio gravati da ipoteche.

Capire le opportunità ancora aperte con Libera il Bene, l’iniziativa promossa dalla Regione Puglia nell’ambito del PO FESR 2007 – 2013 (Asse III, Linea di Intervento 3.4, Azione 3.4.2.) e del Programma Bollenti Spiriti, che promuove il recupero, la riconversione ed il riuso dei beni confiscati in Puglia alla criminalità organizzata, per scopi sociali, economici e di tutela ambientale attraverso il finanziamento degli enti locali destinatari dei beni, il coinvolgimento attivo dei territori, la raccolta di idee per la loro riconversione a fini economici e sociali.

Aprire un tavolo di collaborazione e confronto con cooperatori sociali, azione di promozione sociale, imprese sociali, terzo settore, no profit e valutare insieme le opportunità potenziali.

Questo il senso della proposta:

promuovere nuove opportunità d’impiego per i giovani soprattutto, costruire beni comuni, affermare una cultura della legalità.

Ci paiono obiettivi troppo importanti per non spendersi sino in fondo.”

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