Foto Antonio CastelluzzoIl processo Boc è iniziato, ma non per tutti. In sei erano stati rinviati a giudizio per i presunti illeciti relativi all’erogazione degli incentivi nell’ambito della sottoscrizione dei Buoni obbligazionari comunali, aggiudicati nel 2005 dal gruppo Deutsche Bank, per 105 milioni di euro, da parte del Comune

di Lecce: Ennio De Leo, ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce; Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del settore economico e finanziario e alcuni componenti del suo staff (Lucio Stefanelli, Giuseppe Filippi Filippi, Adriano Migali e Donatella Rizzo). La posizione di questi ultimi quattro imputati è stata stralciata dal collegio della prima sezione penale del tribunale di Lecce, presieduto dal giudice Stefano Sernia, che ha rimesso gli atti al pm. Il sostituto procuratore Giovanni De Palma dovrà riformulare l’imputazione, se vuole che anche loro siano sottoposti a giudizio. Il processo proseguirà per Naccarelli, De Leo e Stefanelli (per la sola accusa di calunnia).

Il collegio ha poi ammesso le prove, richieste da accusa e difesa, comprese le prove testimoniali. Tra i big che dovranno sfilare in aula c’è l’intera giunta dell’epoca, a partire dall’allora sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, citata dalla difesa dell’ex assessore Ennio De Leo, gli avvocati Pasquale e Giuseppe Corleto e Giorgio Memmo.

Si è costituito parte civile il comune di Lecce, rappresentato dall’avvocato Amilcare Tana, che però quantificherà in seguito la richiesta di risarcimento danni, anche a causa del procedimento che si è svolto davanti alla Corte dei Conti. Procedimento terminato con una sentenza di condanna di Naccarelli, assistito dagli avvocati Stefano De Francesco e Pietro Quinto, al pagamento di 352mila euro di danno erariale, a dispetto di una richiesta, formulata dalla procura generale della Corte dei Conti, pari a un milione di euro. Naccarelli sta già restituendo quei soldi, puntualmente detratti dal suo stipendio (attualmente è dirigente dell’ufficio risorse comunitarie del Comune di Lecce).

Al centro dell’inchiesta, condotta dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce, la liquidazione degli incentivi pari a 684.400 euro che, secondo l’ipotesi accusatoria, il Comune avrebbe versato agli imputati “in assenza di regolare impegno di spesa e senza adeguata copertura finanziaria”, che avrebbero così ottenuto un ingiusto profitto.

Si ritorna in aula l’8 febbraio. La sentenza è attesa per la fine di maggio.

 

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