Foto Antonio CastelluzzoLa vicenda Iskenia torna alla ribalta delle cronache giornalistiche, in vista dell’udienza di domani del processo che si sta svolgendo a carico del capogruppo del PD al comune di Lecce. Antonio Rotundo è accusato di diffamazione, e il processo è nato da una querela del sindaco Paolo Perrone.

Proprio Rotundo, nelle scorse ore ha preso la parola e, nel corso di una conferenza stampa, ha chiesto pubblicamente scusa a Perrone, per le dichiarazioni “infelici” rilasciate nel corso di una puntata di Open, la trasmissione d’approfondimento di Telerama, nell’ambito della campagna elettorale del 2007. Scuse frutto di un accordo bonario tra i due avversari politici e sulla base delle quali domani il primo cittadino dovrebbe ritirare la querela presentata contro Rotundo. Ma lo stesso Perrone subito ha preso la palla al balzo per riallacciarsi alle dimissioni pomeridiane dell’assessore Ripa: <<Ritengo che una delle virtù più apprezzabili nei rapporti umani sia la capacità di perdonare chi ha sbagliato e ha chiesto scusa. Esattamente quello che ho fatto io con Antonio Rotundo – ha affermato Perrone – accettando le sue scuse giunte a distanza di “soli” quattro anni e mezzo, con una lettera, per le accuse ingiuste rivolte a me e alla mia famiglia, in merito alla vicenda Iskenia. Se valesse per Rotundo lo stesso criterio adottato per Ripa – ha concluso il sindaco – oggi Loredana Capone dovrebbe chiedere le sue dimissioni, reo di aver diffamato la mia persona e la mia famiglia. Evidentemente per la sinistra esistono offese di serie A e offese di serie B, in base a chi le fa e a chi le riceve>>.