Foto Andrea StellaArriva in procura la querela contro ignoti di Giuseppe Enrico Mizzi, il motociclista di 48 anni colpito inspiegabilmente il 29 dicembre scorso dalla sbarra antipioggia, posta all’ingresso del sottopasso di viale Leopardi.

E’ stato dimesso ieri dal Fazzi, dove ha trascorso anche Capodanno. Ne avrà almeno per altri trenta giorni: trauma cranico e frattura di mandibola e ossa nasali. Nulla in confronto a ciò che sarebbe potuto accadere nel caso in cui quella sbarra fosse venuta giù qualche secondo più tardi.

Ora la vittima vuole capire di chi è la responsabilità. E mentre nei prossimi giorni si svolgerà, in contraddittorio, un accertamento tecnico sulle centraline elettriche che governano le sbarre del sottovia, il pm di turno Paola Guglielmi ha chiesto agli agenti della polizia municipale di individuare gli operai che quel giorno si sono occupati della manutenzione.

Nella querela, corredata da vari elementi di prova, trentanove foto dell’incidente e tutta la documentazione sanitaria, il legale di Mizzi, l’avvocato Giuseppe Milli, chiede anche che la procura acquisisca anche il libretto di manutenzione, che di sicuro potrà chiarire la presenza di eventuali responsabilità.

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