“I primi anni di vita passano / veloci: il bambino si sveglia / e mangia e poi dorme e poi si sveglia / ancora, e se è malato muore oppure / guarendo è diverso, i suoi occhi / vedono le persone e le ringraziano / di stargli vicino nella solitudine / d’un giorno di luce calma e di grande / silenzio attorno…”. Si apre così La Camera da letto, vero e proprio romanzo in versi che il poeta Attilio Bertolucci scrive in un arco di 30 anni e che Astràgali Teatro proporrà in una lettura-concerto venerdì prossimo 27 gennaio alle ore 21 al Teatro Paisiello.

Secondo un impianto spettacolare già ampiamente collaudato, in scena le parole poetiche con la voce di Fabio Tolledi, che della serata cura anche la regia, si mischieranno alle trame sonore, (elaborazioni musicali a cura di Canio e Gaetano Fidanza) e alle suggestioni visive (montaggio curato da Serena Stifàni e Antonio Palumbo), permettendo così allo spettatore di entrare compiutamente nell’alito e nel respiro lungo della scrittura poetica.

E se Bertolucci, a proposito de La Camera da letto, ha potuto scrivere: “alla struttura del libro ci tengo molto, quando scrivevo avevo l’idea che tutto potesse essere parte di una struttura; non avevo fatto nessuna scaletta, ma la struttura del libro era in me, doveva esserci: si è andata formando proprio come una mappa disegnatasi in sogno”, la serata del 27 si inscrive lungo la linea di teatro-poesia cara ad Astràgali e apre, ancora una volta, una finestra sulla poesia contemporanea e su una delle scritture poetiche novecentesche più interessanti e inquiete.

L’omaggio che Astràgali rende al grande poeta è, infatti, anche nel misurarsi con una ricerca poetica che affronta e risolve, in sé, una questione narrativa, un “romanzo familiare (al modo antico)”, dove la camera da letto non è solo uno spazio fisico della casa,  ma soprattutto il luogo dove tutto accade: l’amore, la morte, la nascita, gli incontri e le separazioni. Il luogo dove tutto resta, quasi le cose, e le persone, avessero paura del mondo al di fuori.

Il romanzo in versi, definito “quella cosa lunghissima” in una lettera a Vittorio Sereni, già nel 1954 aveva conosciuto i primi vagiti. Nell’estate dell’anno seguente anche il titolo definitivo, La Camera da letto, era scelto. Nel marzo del ’58 uscì, su “Paragone”, il primo capitolo dell’opera. Negli anni ’60 il poeta continuò a lavorare al poema, definito “quell’impresa un po’ folle” in un’altra lettera a Sereni del ’70. L’elaborazione si protrasse negli anni ’80, fino alla pubblicazione dei due libri, a distanza fra loro di quattro anni (1984 e 1988). Un impegno ben più che trentennale, dunque, da parte di un poeta che aveva sentito presto il desiderio di farsi narratore, dopo la lettura della Woolf e di Joyce.  Bertolucci è pittore di immagini e di storie e nell’assoluto presente in cui si staglia la narrazione del libro prende forma il tempo, vero protagonista  del romanzo in versi, come confermato dallo stesso autore quando afferma “ come potrei io/ assentendo, /mescolare la storia/ alla fola, o interrompere il passo tortuoso / ma agevole al pari/ delle mulattiere ben selciate”.

L’appuntamento è realizzato da Astràgali Teatro, all’interno del progetto “Teatri Abitati: una rete del contemporaneo”, affidato dalla Regione Puglia al Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007 – 2013. Ingresso 5 euro

Per informazioni e prenotazioni: 0832 306194; 320 9168440

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