Sarà pur vero che la Fiorentina ha evidenziato lacune di ogni tipo in ogni zona di campo ed in ogni reparto, ma non potrebbe anche essere stato il Lecce, con la sua autoritaria condotta della partita, ad evidenziare questo evidente stato di disagio?…

E’ evidente che ogni prestazione, sia essa positiva o negativa, risente sempre del comportamento tenuto in campo dai componenti delle squadre. Dopo la partita di Firenze sembra essere ritornato quell’entusiasmo, che viene dopo ogni prestazione positiva, e che ci fa dire se, per caso, adesso non sia la volta buona; ma, finora, abbiamo sempre avuto controprove molto contraddittorie e negative. Ecco perché, mi si perdoni il mio scetticismo, sto ancora alla finestra anche se in cuor mio mi auguro che ci possa essere quell’inversione di tendenza che consenta di raggiungere un traguardo, al momento, insperato.
La partita con la Juve aveva evidenziato un miglioramento sotto il profilo del gioco ma aveva anche evidenziato le difficoltà che aveva mostrato la grande squadra, difficoltà emerse in maniera evidente contro il Cagliari al quale sta stretto il pareggio; a Firenze si è vista una Fiorentina balbettante ma reduce da due partite contraddittorie tipo il 3 a 0 rifilato al Novara ed il 3 a 0 subito dalla Roma in coppa Italia. Il Novara si è confermata squadra candidata alla retrocessione e la Fiorentina ha evidenziato lacune che la avvicinano pericolosamente alla Sampdoria dello scorso campionato con il suo disgraziatissimo girone di ritorno; però è anche giusto fare una riflessione: quanto è stata negativa la Fiorentina di suo e quanto è merito del Lecce averla resa inoffensiva e caotica così come l’abbiamo vista?
Personalmente penso che il Lecce, con la sua intelligente e furba partita, abbia evidenziato oltre ogni limite i limiti, scusate il bisticcio di parole, che attualmente ha questa squadra per la quale il suo allenatore ha previsto “un campionato di lacrime e sangue”. E noi? Certo tiriamo un sospiro di sollievo, siamo soddisfatti della prestazione, ma, ovviamente, i punti continuano ad essere pochi ed abbiamo bisogno di verifiche, specie in casa. In campo esterno il Lecce, non dovendo fare la partita, ha sempre fornito ottime prestazioni, non per nulla il suo rendimento si avvicina a quello del Napoli, del resto 11 punti in 10 partite fanno una media di 1,1 che, se mantenuta, proietterebbe la squadra a 41 punti; ma in casa son dolori: in 8 partite solo un punto con la media di 0,1 da non proporre nemmeno in proiezione, tanto è bassa.
Mi trovo anche dinnanzi al dilemma posto dal fatto che ogni squadra che lotta per la salvezza costruisce il suo tesoretto in casa; se dovesse capitare al Lecce di salvarsi con questo andamento, costituirebbe un primato “anomalo” nei contenuti perché mai una squadra si è salvata creando il suo tesoretto fuori casa. Forse anche la tifoseria dovrebbe “ragionare” su questo, cioè se è fisiologicamente necessario un maggiore “calore”  attorno alla squadra. Ci credo poco, ma porsi il quesito alla luce di quanto si vede mi sembra sia doveroso. Nella prestazione di Firenze mancava qualche “pezzo da novanta”, ma si potrebbe anche dire che nessuno se ne è accorto e che, forse, è meglio  giocare con pezzi di minor calibro. Ecco, il Lecce finora è stata la più contraddittoria squadra di tutta la serie A ma, a mio parere, con delle lacune strutturali che non si pensi siano improvvisamente sparite.
Se il Lecce è autorizzato a sperare, e deve farlo, deve acquisire una mentalità diversa, deve avere continuità, ma per fare questo DEVE acquistare tre/quattro calciatori che costituiscano RINFORZO e non allargamento della rosa. I problemi di spogliatoio li risolva il tecnico, il problema dell’ampiezza della rosa li risolva la società, se è necessario il calore, a questo punto, proviamo a darlo noi. Chissà, potrebbe anche funzionare!

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