Foto Antonio CastelluzzoLa denuncia è di bancarotta fraudolenta ai danni di tre persone che nel 2009 avevano dichiarato fallita un’impresa che tuttavia avrebbe continuato a fatturare fino ad un ammontare di 300mila euro.

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecce ha indagato sulle tre persone che avevano il ruolo di amministratori di diritto e di fatto all’interno dell’impresa.
Le indagini dei Finanzieri hanno consentito di accertare distrazioni di beni per un to-tale complessivo di quasi 300 mila euro in pregiudizio di terzi creditori; in particolare, il valore dei beni strumentali e dell’attivo circolante (magazzino, merci, disponibilità liquide, crediti, attività finanziarie) sottratto ammonta rispettivamente a 17 mila e 170 mila euro, quello relativo alla vendita di un ramo d’azienda, invece, è di circa 80 mila euro.

 

Sono state accertate, inoltre, irregolarità contabili perpetrate al fine di impedire la ri-costruzioni del volume di affari dell’impresa, in relazione alle quali i soggetti de-nunciati risponderanno anche del reato di bancarotta documentale.

Qualsiasi imprenditore che esercita un’attività commerciale, infatti, è obbligato alla regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili; si tratta di una funzione essenziale per l’esercizio di impresa poiché rende pubblica la consistenza del patrimonio sul quale possono rivalersi gli eventuali creditori.

Le attività condotte nel particolare settore dalle Fiamme Gialle leccesi, si collocano tra quelle poste in essere dalla Guardia di Finanza a tutela del corretto funzionamento delle attività imprenditoriali, a presidio, cioè, della legalità e della correttezza della gestione delle imprese, a tutela dei creditori.

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