Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, interviene sulle dimissioni dell’assessore Giuseppe Ripa e si chiede: “Dov’era Loredana Capone quando Rotundo – che dopo quattro anni e mezzo si ricorda di chiedermi scusa – offendeva me e la mia famiglia?” “Considero le dimissioni dell’assessore Ripa

un atto di responsabilità e di serietà personale e politica. Un gesto dovuto, considerata l’obiettiva gravità delle affermazioni dalle quali, fin dal primo momento, mi sono fermamente dissociato, a livello umano prima e come sindaco poi. Ho già avuto modo di dire che conosco bene Giuseppe che, rammaricato per l’accaduto, ha voluto porre immediato rimedio a una uscita infelice. L’ha fatto nell’unico modo possibile, rassegnando le dimissioni da assessore comunale con delega alla Mobilità e al Traffico.
Ho accettato la sua decisione, consapevole del fatto che questo episodio abbia turbato la sensibilità di molti leccesi e non solo, anche se per mia indole personale ritengo che una delle virtù più apprezzabili nei rapporti umani sia la capacità di perdonare chi ha sbagliato e ha chiesto scusa. Esattamente quello che ho fatto io oggi con Antonio Rotundo, accettando le sue scuse giunte a distanza di “soli” quattro anni e mezzo con una lettera per le accuse ingiuste rivolte a me e alla mia famiglia in merito alla vicenda Iskenia. Caso vuole che Rotundo, soltanto dopo essere stato rinviato a giudizio, si é affrettato a fare un passo indietro. Se valesse per Rotundo lo stesso criterio adottato per il caso Ripa, oggi Loredana Capone dovrebbe chiedere le sue dimissioni, reo di aver diffamato la mia persona e la mia famiglia. Evidentemente per la sinistra esistono offese di serie A e offese di serie B, in base a chi le fa e a chi le riceve.
Prendiamo atto della determinazione che oggi Loredana Capone intende utilizzare per garantire il rispetto delle persone. La riservasse anche a me per ripagarmi del torto ricevuto, chiedendo le dimissioni del capo dell’opposizione comunale, magari attraverso una petizione simile a quella lanciata da Carlo Salvemini e da lei pienamente condivisa”.

Le dimissioni dell’assessore Giuseppe Ripa sgombrano il campo da ogni dubbio sulla  dignita’ dell’uomo che mette al primo posto il valore delle proprie responsabilita’ e il senso di appartenenza politica.
gesto ancor piu’ apprezzabile se consideriamo che oggi, davanti a situazioni anche piu’ imbarazzanti, e’ difficile trovare qualcuno disposto a rinunciare all’occupazione di poltrone o posti di potere.
Esprimiamo, pertanto, la nostra solidarieta’ all’amico giuseppe ripa che ha dimostrato un forte senso di responsabilita’ istituzionale e di sensibilita’ personale. Lo comunicano in una nota congiunta Pierpaolo Signore, Umberto Mele e Corrado De Rinaldis

Le dimissioni da assessore di Giuseppe Ripa non costituiscono soltanto un gesto di lealtà nei confronti delle istituzioni, in particolare del Municipio di Lecce, e della comunità politica cui egli appartiene. Costituiscono, prima ancora, un gesto di intelligenza. Le parole e le frasi infelici all’origine delle dimissioni hanno bloccato un dibattito che era in corso su una questione drammatica: la gestione della sanità in Puglia e le conseguenze sulla salute di tutti, soprattutto degli ammalati, delle scelte dissennate dell’attuale giunta regionale. Rimettendo il proprio mandato, Ripa ha rimesso la sostanza al centro della discussione; la sostanza sono le intollerabili liste d’attesa, i reparti che chiudono, le pet e le tac che non si riescono a fare, gli ammalati di gravi patologie costretti a emigrare (e sono certo che su questi temi lo stesso Ripa imposterà la sua prossima campagna elettorale). Ora che l’ostacolo politically incorrect è rimosso, attendo che i candidati alle primarie del Centrosinistra dedichino la medesima foga che hanno adoperato contro Giuseppe a individuare le responsabilità del quotidiano oltraggio alla salute dei pugliesi, e in particolare dei leccesi, e a indicare come superare questo sconcio, nell’interesse dei pazienti. Lo attendo in particolare dalla vicepresidente della Regione, che – in assoluta coerenza con ciò che l’ha intensamente impegnata nelle ultime ore – non dubito che raccoglierà le firme contro sé stessa. Alfredo Mantovano

Esprimo sentimenti di profondo dispiacere per la conclusione della vicenda che ha riguardato l’assessore Ripa che con un gesto di responsabilità ha rassegnato le proprie dimissioni al sindaco Paolo Perrone. Pur non condividendo  in alcun modo le affermazioni sfuggite all’assessore sul suo profilo Facebook, non posso non prendere atto che dinanzi all’errore aveva fatto pubblica ammenda, chiedendo scusa alle persone interessate e all’intera città. Se siamo arrivati ad un punto in cui non è sufficiente nemmeno scusarsi dei propri errori per proseguire sulla propria strada, allora vuol dire che il clima politico è oltremodo avvelenato e che  la strumentalizzazione politica prende il sopravvento sul merito delle questioni. Il collega Ripa appena si è accorto di aver sbagliato ha chiesto scusa: cosa c’è di più umano che ammettere i propri errori? E invece ci troviamo di fronte all’ennesimo caso in cui si getta benzina sul fuoco e si amplifica ogni stupidaggine pur di averne un ritorno in termini di presunto consenso elettorale. Nel ringraziare il sindaco Paolo Perrone per la rettitudine con cui ha saputo condurre anche questa triste vicenda, mi sia consentito ringraziare pubblicamente Giuseppe Ripa per l’impegno che da amministratore ha sempre profuso per la nostra città e che da appassionato della politica saprà ancora riservare con grande abnegazione. Massimo Alfarano

“Apprezzo a livello umano e politico il gesto di Giuseppe Ripa, che ben ha compreso di dover rimediare ad una leggerezza – ne sono convinto – non voluta. Un atto di responsabilità il suo, così come l’ha definito il sindaco Perrone. Mi auguro che questo possa servire a smorzare i toni di un dibattito politico divenuto eccessivamente acceso e polemico e, che da oggi in avanti, si possa pensare finalmente alla città. Che la sinistra, insomma, occupi il suo tempo per avviare un’azione propositiva sul territorio, invece di utilizzare a suo favore episodi tanto spiacevoli quanto involontari. Non si può pretendere di lavorare per la città soltanto cavalcando l’onda di polveroni. É ora che la sinistra dia quelle risposte che, a livello regionale, non abbiamo ancora avuto modo di ricevere”.
Il consigliere comunale Damiano D’Autilia

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

diciassette − quattordici =