Foto Antonio CastelluzzoEsercizio abusivo dell’arte medica e, come conseguenza, omicidio colposo. Sono queste le ipotesi di reato contestate, al momento, a carico di ignoti, nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce sulla morte della donna di 45 anni di Corigliano d’Otranto, avvenuta lo scorso 16 dicembre

per un tumore al seno e curata con erbe, radici, olii naturali e impacchi di aloe pura, prescritti da una nota erborista di un comune vicino. L’erborista, già in passato oggetto di denunce per lesioni colpose e esercizio abusivo dell’arte medica, al momento non risulta indagata, ma il legale della famiglia della vittima, nei prossimi giorni presenterà al magistrato inquirente Giovanni Gagliotta, una perizia psichiatrica fatta da un psicopatologo forense e altre testimonianze, volte a provare come in realtà la vittima si trovasse in un completo stato di plagio e quindi incapace di capire il reale pericolo esistente per la propria salute. La vittima infatti aveva deciso, una volta scoperto il tumore, di affidarsi ugualmente alle cure naturali suggerite dall’erborista, senza ricorrere al protocollo oncologico neppure quando ad una seconda ecografia si era scoperto che il tumore era aumentato di due millimetri, nella convinzione che anche questa volta come già accaduto quando era stata affetta da calcoli renali e da un’ernia iatale, la cura potesse dare i risultati sperati.