Foto Antonio Castelluzzo

Sono 49 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Lecce nei confronti di altrettanti soggetti responsabili di associazione a delinquere di stampo mafioso. Un grande successo per la Questura di Lecce e la Direzione Distrettuale Antimafia che hanno smantellato un’intera organizzazione che operava tra Lecce e Brindisi su diversi fronti e si avvaleva di associati al clan della Sacra Corona Unita.

I capi di imputazione sono molto gravi, spaziano dallo spaccio e traffico di sostanze stupefacenti, all’estorsione, al riciclaggio, alla bisca clandestina. L’organizzazione inoltre, taglieggiava la malavita locale che non faceva parte del sodalizio, con manifestazioni intimidatorie e violente.

L’operazione chiamata “Cinema Store” è durata tre anni e ha avuto inizio dall’omicidio del 6 aprile 2009 di Antonio Giannone. Grazie ad una serie di intercettazioni di colloqui in carcere, le forze dell’ordine avevano ricondotto la responsabilità a Giuseppe Nisi, identificato anche come il mandante dell’attentato alla videoteca Cinema Store di Santa Rosa a Lecce, avvenuto il 19 aprile. Secondo le ricostruzioni la ragazza che lavorava nella videoteca era legata ad un altro esponente Foto Francesco Moscagiulidell’organizzazione criminale. Le indagini si sono quindi avvalse di altre intercettazioni telefoniche e ambientali andando a scoprire il quadro generale dell’organizzazione, capeggiata da Nisi e da suo fratello Roberto, in quel periodo in carcere. Mentre Giuseppe gestiva le attività illecite anche in vece del fratello, la moglie di Roberto, Carmela Merlo fungeva da referente esterno, movimentava i proventi delle attività, provvedeva al mantenimento dei detenuti appartenenti all’organizzazione e incassava il “punto”, ovvero il pizzo per chi di quel sodalizio non faceva parte.

Secondo ulteriori accertamenti si è scoperto che i fratelli Nisi collaboravano anche con Pasquale Brigante, pluripregiudicato e famoso nel panorama criminale leccese. Anche questi gestiva l’attività illecita, in particolare nella zona della 167/b.

Foto Antonio CastelluzzoLentamente le indagini hanno portato alla scoperta  della struttura organizzativa del sodalizio e i componenti che avevano compiti diversi. Per quanto riguardava il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, se ne occupavano Stefano Ciurla. Gianni Dolce, Giorgio Sinistro e Gianni Solombrino, quest’ultimo vigile del fuoco in servizio presso il comando provinciale di Lecce. Lo spaccio avveniva tra Lecce e i comuni salentini più a sud come Taurisano, Alessano e Ugento, e a Gallipoli durante i mesi estivi; la vendita al dettaglio in questo caso, spettava a Gianni Dolce, Marco Calò e Sebastiano De Angelis. Teodoro De Nuccia invece, si approvvigionava dai fratelli Nisi per spacciare ad Alessano.

Oltre alla vendita, l’approvvigionamento. La droga proveniva da Bari, dal brindisino e dal napoletano, grazie a Gianluca Saponaro (poi deceduto), Raffaele Renna e Domenico D’Agnano, operativi a Torchiarolo, Daniele e Saverio Rizzo, per Cellino San Marco e Vincenzo Zonno di Bari.

Il recupero dei crediti spettava invece a Sergio Caroppo e Stefano Ciurlia, che si occupavano di riscuotere le somme prodotte con lo spaccio di droga. Per quanto riguarda le bische clandestine, era lo stesso Giuseppe Nisi a gestirle, sulla base di accordi criminali con Patrizio Pellegrino di Squinzano ed Ercole Penna di Brindisi, divenuto poi collaboratore di giustizia.

Foto Francesco MoscagiuliNel corso delle indagini sono stati recuperati in tutto 3 chili e 65 grammi di cocaina e 2 chili di hashish, all’interno di 6 diverse attività di intercettazione tra il 2009 e il 2010 e che ha portato ai primi arresti di Gianni Solombrino, Silvia Petrucci, Giuseppe Rotundo e Floriano Trecchi.

Durante la notte sono stati arrestati 49 dei componenti dell’organizzazione, otto dei quali adesso si trovano agli arresti domiciliari. Le ordinanze sono state eseguite in tutta la Puglia ma anche a Modena, a Bologna, a Taranto, Potenza, Gorizia e Cosenza. Gli altri arrestati sono: Michele Amato, Giuseppe Antonio Bleve, Salvatore Bramato, Viviana Buttazzo, Giuliano Calò, Sergio Caroppo, Angelo Corrado, Danilo De Tommasi, Fernando Elia, Stefano Elia, Sandro Fuso, Paolo Guadadiello, Roberto Loscanna, Alessandro Manni, Andrea Marullo, Francesco Micoli, Emanuele Milinanni, Vincenzo Minicozzi, Cosimo Perrone, Mauro Personè, Luigia Pesolino Venuti, Sandro Podo, Daniele Poso, Antonio Quarta, Pierpaolo Ricciato, Simona Sallustio, Omar Sanapo, Jonny Serra, Giorgio Sinistro, Marcello Solazzo, Christian Tarantino, Antonio Daniele Urso, Vincenzo Zonno.

Foto Francesco MoscagiuliMancano i capi però, ovvero i due fratelli Nisi, Pasquale Brigante e Teodoro De Nuccia, che probabilmente fiutando i movimenti delle forze dell’ordine, hanno lasciato la Puglia e sono adesso latitanti.

“Li troveremo” ha confermato il Procuratore della Repubblica Cataldo Motta. “Intanto c’è la soddisfazione di aver assestato un colpo decisivo a questa organizzazione e anche alla Sacra Corona Unita.”

 

 

loading...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

20 + 1 =