Nuovo raid ai danni di Equitalia. Era già successo circa una settimana fa a Casarano; questa notte, è stata la volta della sede di Lecce, in viale Leopardi angolo di via Pettorano, dove sono stati affissi dei manifesti di protesta sulla porta a vetri

ognuno dei quali riportava la stessa frase di cordoglio ma con nomi diversi. Il blitz è stato rivendicato da ForzaNuova, il movimento politico di estrema destra.
Il testo dei manifesti ritrovati annuncia che sono “venuti a mancare” diversi cittadini italiani che nonostante siano stati “sempre puntuali nei pagamenti, oggi sono impossibilitati ad assolvere ai loro debiti a causa della crisi economica e dell’usura di stato. Causa della morte: istigazione al suicidio da parte di Equitalia. Ne danno il triste annuncio i militanti del movimento politico Forza Nuova”. Dei fatti è stata informata la Digos, che ha avviato le indagini. A fare l’allarme, intorno alle 8,30 del mattino, è stato il direttore della sede.

Di seguito la rivendicazione di Forza Nuova:

“Nell’ultimo anno infatti” -rincarano da Forza Nuova- “sono state decine le storie di lavoratori ed imprenditori, che vessati dalla Spa a totale capitale pubblico, (il 51% della quale appartiene all’Agenzia delle Entrate ed il 49% all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) ed incaricata della riscossione dei tributi, sono finite male.”

“Purtroppo non si tratta più di casi isolati.” – continua la nota- “Secondo il Codacons, sarebbero all’incirca 22.000 le cartelle esattoriali, inviate ai cittadini da Equitalia, e come se non bastasse, grazie alle nuove normative, approvate lo scorso ottobre, l’ente sarebbe autorizzato a prelevare i soldi direttamente dal conto corrente dell’insolvente, far scattare il fermo amministrativo per l’automobile del malcapitato anche per debiti irrisori, o pignorare la casa dopo appena due mesi dall’inizio delle procedure, anche per piccole cifre, per poi rivenderla a prezzi stracciati all’asta.”

“Equitalia, negli ultimi anni, per molti italiani, è arrivata a rappresentare una vera e propria forma di persecuzione di stato, che si dimostra così intransigente soprattutto nei confronti dei cittadini con gravi e tangibili difficoltà economiche, alle quali spesso non riescono a far fronte, visti anche i tassi d’interesse altissimi applicati da quest’ultima, nei confronti dei debitori. In un periodo storico, come quello che è costretto ad affrontare il nostro paese, dovrebbe far scuola, l’iniziativa di Luca Del Carlo, sindaco di Calalzo Di Cadore, un piccolo paese, di circa 2.250 abitanti, in provincia di Belluno, il quale, ha deciso, di fare a meno dell’agenzia di riscossione, affidando la gestione delle cartelle esattoriali, direttamente al comune, in questo caso alla Comunità montana Valbelluna, sia per quanto riguarda i tributi ordinari, come ad esempio la tassa sui rifiuti che per le riscossioni coatte risparmiando anche più di 20 mila euro in un solo anno. Niente di straordinario, dato che in realtà esiste una legge, la 166/2011 la quale, già prevede che i Comuni non si appoggino più a Equitalia. L’iniziativa, inoltre, sembra sia stata accolta con entusiasmo dalla cittadinanza, in quanto contribuisce ad accorciare le distanze, spesso incolmabili tra amministratori ed amministrati, dando la possibilità d’instaurare un contatto umano e diretto, nell’affrontare il delicato tema del pagamento del debito. Dopo avere analizzato caso per caso le varie cartelle, si stabiliscono le modalità più adatte alle esigenze dell’insolvente, scongiurando così il rischio di affossare famiglie in difficoltà, magari solo per situazioni momentanee, o facilmente risolvibili, e soprattutto senza applicare tassi d’interesse da usurai e reinvestendo i soldi dei cont ribuenti, in iniziative che riguardano il proprio paese, come ad esempio – concludono da Forza Nuova- l’edilizia urbana, o i servizi per i cittadini.

Ricordiamo che anche nel Settembre scorso le sedi di Equitalia in tutta la provincia di Lecce finirono nel mirino di Forza Nuova: in quell’occasione i militanti forzanovisti ne sigillarono gli ingressi con nastro bianco e rosso attaccarono nelle vicinanze dei volantini con sopra slogan quali “Equitalia usura di Stato”.

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