È passato il Natale, è passato il Capodanno, ma all’appello mancano ancora metà stipendio di novembre e quello intero di dicembre. Per questo sono tornati a protestare i 400 ex lavoratori socialmente utili, che si occupano della pulizia delle scuole della provincia leccese.

Il sit, come nel mese scorso, si è tenuto in mattinata in via Don Bosco, di fronte alla sede del Gruppo Intini, da cui loro dipendono. Mercoledì dovrebbero esserci delle novità, questo almeno ha lasciato intravedere la direzione. Ma tra i lavoratori, seguiti soprattutto dai sindacati Cgil e Fsi, la fiducia va scemando. A dicembre solo la loro protesta, con tanto di cartelli e fischi, ha consentito di sbloccare il pagamento delle tredicesime. E da un anno a questa parte si va avanti con acconti del 50% sulla busta paga, mentre il resto viene saldato con ritardo. La macchina si inceppa tra Bari e la capitale. Perché il barese Gruppo Intini, infatti, fa parte di un consorzio romano, a cui le scuole girano per intero i pagamenti, dopo aver ricevuto i fondi dal Ministero della Pubblica Istruzione. Un circolo vizioso che scavalca la possibilità di attribuzione diretta e si tramuta nei puntuali ritardi a carico degli ex lsu.

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