Foto Antonio CastelluzzoLecce. Non c’è stata concussione ma corruzione. Nelle 50 pagine di ordinanza, il tribunale del riesame, presieduto dal giudice Silvio Piccinno (relatore Stefano Marzo) spiega il perché.

Parla di convergenza degli interessi di Buonerba e Franceschini, rispettivamente ex consulente giuridico dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone e progettista del filobus. Quest’ultimo infatti non sarebbe stato vittima di Buonerba: tra loro ci sarebbe stata una sorta di accordo bonario: insieme avrebbero deciso di commettere il reato. Ma il collegio va oltre e chiede alla procura ulteriori accertamenti sui passaggi tecnici sulla base dei quali quanto sarebbe stato architettato da Buonerba si sarebbe poi concretizzato in atti amministrativi. I giudici in pratica suggeriscono di fare luce su tutto l’iter di realizzazione del filobus . Intanto Massimo Buonerba è in carcere, oramai da quasi un mese. Per i giudici persistono sia il pericolo di reiterazione del reato, che il rischio di inquinamento delle prove. Anche se non è più un pubblico ufficiale Buonerba potrebbe tornare a compiere crimini, sulla base dei rapporti che ha intessuto negli anni, grazie alla sua posizione. Il suo legale Sabrina Conte ha già annunciato il ricorso in Cassazione.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

diciannove − otto =