Maggiori costi e minore libertà di scelta per gli automobilisti. Ma soprattutto una «grave alterazione» dei principi della concorrenza per le imprese di autoriparazione. Queste le principali conseguenze delle norme contenute nel Decreto sulle liberalizzazioni in materia di responsabilità civile auto.

E’ quanto denuncia la Confartigianato Autoriparazione di Lecce, organizzazione che rappresenta oltre 400 tra carrozzerie, elettrauto ed officine del Salento, che per venerdì 3 febbraio, a partire dalle ore 19,30, a Noha, nella carrozzeria dei «F.lli Mariano», organizza il primo workshop del nuovo anno sul tema «Le novità della Manovra Monti per gli artigiani».
Interverranno il presidente di Confartigianato Autoriparazione, Antonio Mariano, il professor Oronzo Trio, dell’Università del Salento, e l’avvocato Antonio Spongano, responsabile regionale dell’Unione nazionale avvocati responsabilità civile automobilistica (Unarca) e consulente legale di Confartigianato Autoriparazione.
Secondo l’associazione degli artigiani, il decreto penalizza, con un maggiore  costo pari al 30 per cento, i consumatori che scelgono di far riparare, dal proprio carrozziere di fiducia, il veicolo danneggiato in un incidente stradale.
In pratica, i consumatori sarebbero, solo in teoria, liberi di scegliere tra il risarcimento «in forma specifica», cioè la riparazione gratuita dell’auto attraverso officine convenzionate con la compagnia di assicurazione, oppure il risarcimento «per equivalente» che consiste nel rimborso del danno dalla propria compagnia di assicurazione.
Tuttavia, chi sceglierà il risarcimento «per equivalente» si vedrà decurtato del 30 per cento l’importo dell’assegno che gli spetta dall’assicurazione.
Per questa ragione, a giudizio dei carrozzieri di Confartigianato, la nuova norma sulla responsabilità civile auto «altera in maniera evidente» la libera concorrenza nel mercato dell’autoriparazione. L’automobilista-assicurato, infatti, non può più scegliere di farsi riparare l’auto da chi vuole, tranne se non decide di rimetterci di tasca propria il 30 per cento di quanto gli è dovuto.
In tal modo, si violerebbe anche la sentenza numero 180/2009 della Corte Costituzionale, secondo la quale il risarcimento diretto, al cui interno si colloca il risarcimento in forma specifica, è facoltativo è non può essere obbligatorio.
A rimetterci sono pure le imprese di autoriparazione indipendenti che verrebbero assurdamente penalizzate rispetto a quelle convenzionate con le compagnie di assicurazione.
Inoltre, si creerebbe un conflitto di interessi delle compagnie di assicurazione in quanto non possono dar corso alla riparazione di un veicolo non loro e per il quale devono pagare i costi di riparazione.
«Non ci sembra proprio il massimo in quanto a tutela della libera scelta del consumatore e tutela della concorrenza del mercato dove operano sia le imprese di autoriparazione convenzionate che quelle indipendenti», sostengono i carrozzieri di Confartigianato che assieme a quelli di Cna annunciano battaglia per modificare il testo del decreto.

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