Raimondo Montecuccoli fu un famoso capitano e condottiero, al servizio di Ferdinando II d’Austria. Nato a Montecuccolo, in provincia di Modena, nel 1609, durante la Guerra dei Trent’Anni fu prigioniero degli svedesi per ben due volte e, durante la forzata reclusione, cominciò a scrivere i primi

suoi trattati di arte militare. Nel 1673 sconfisse il Turenne, comandante delle forze francesi, riuscendo a mantenere i collegamenti fra l’Austria ed i Paesi Bassi. Due anni dopo sconfisse nuovamente i francesi ad Altenheim, disponendo le colonne in maniera tale da essere pronte a rispondere a qualsiasi offesa, proveniente da qualunque lato, grazie ad una veloce e spedita celerità nella manovra, che gli permise di sopperire all’inferiorità numerica delle sue forze. A lui viene attribuito il merito di aver trattato, primo fra tutti, l’arte militare su basi scientifiche, e persino i nemici francesi si trovarono costretti ad applicare i suoi principi.
Durante il tempo trascorso nelle carceri svedesi, fra il 1645 ed il 1646, il  Raimondo Montecuccoli scrisse due opere: “Trattato sulla Guerra” e “Dell’Arte della Guerra”, dopo aver meditato a lungo sui progressi fatti dall’arte militare, specialmente dopo le innovazioni introdotte dal Re di Svezia Gustavo Adolfo che, pur avendo conservato alla cavalleria il compito di decidere lo scontro, aveva provveduto ad incrementare notevolmente il volume e la massa di fuoco, sia al livello delle armi portatili, sia a quello delle artiglierie. Inoltre il sovrano svedese aveva introdotto una novità strategico-tattica di primaria importanza, consistente nell’intenzione di ingaggiare l’urto delle masse contrapposte su grandi teatri campali, con lo scopo di distruggere il nemico, invece di spossarsi in lunghi ed estenuanti assedi alle piazze, come invece avveniva in precedenza.
La terza ed ultima opera del Montecuccoli, intitolata originariamente “Della Guerra col Turco in Ungheria”, ma successivamente ribattezzata “Aforismi”, fu scritta durante il conflitto contro l’Impero Ottomano, culminato con la vittoria degli austriaci, comandati da Giovanni Subiesky, sotto le mura di Vienna nel 1683. Il testo è suddiviso in tre parti: “Dell’Apparecchio”, “Della Disposizione” ed, infine, “Dell’Esecuzione”, e secondo gli intenti dell’autore, aveva lo scopo di istruire e formare gli ufficiali dell’impero. Tuttavia la notorietà del testo andò ben oltre gli intenti originari, costituendo uno dei primi tentativi di sistemare, a livello teorico, l’arte militare secondo i concetti già esposti nelle opere precedenti.
Raimondo Montecuccoli morì a Linz nel 1680, tre anni prima che il pericolo di una caduta di Vienna in mano turca venisse scongiurato.
Cosimo Enrico Marseglia.

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