Foto Antonio CastelluzzoSarà sottoposto all’esame dei Ris il proiettile rinvenuto, a sei anni di distanza, dagli uomini del reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, in un muretto a poche decine di metri dal luogo dove fu trovato il cadavere di Luigi Russo, nelle campagne di Casalabate.

L’incarico è stato conferito in mattinata al maggiore Donghi, che dovrà stabilire innanzitutto se si tratta realmente di un proiettile, l’eventuale calibro e compararlo con le armi e le munizioni sequestrate a Raffaele Galgano, 36enne di Squinzano, accusato dell’omicidio. A conferire l’incarico oggi i giudici della Corte d’Assise di Lecce, dinnanzi ai quali si sta svolgendo il processo per omicidio volontario premeditato. Il ritrovamento è avvenuto nel corso di un accertamento dei luoghi, chiesto dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone. La consulenza sarà consegnata entro 60 giorni.

Il corpo della vittima fu colpito da quattro colpi di pistola ma i bossoli e i proiettili non furono mai ritrovati. Per questo non fu possibile eseguire alcuna comparazione con le armi sequestrate dagli inquirenti a casa del 36enne.

Russo e Galgano erano soci della “R&G” un’agenzia che si occupava di pratiche automobilistiche. Dietro l’omicidio, per il pubblico ministero Elsa Valeria Mignone, ci sarebbe stato un grosso debito, di circa 30mila euro per l’acquisto di un’automobile, che Galgano aveva contratto con la vittima. Prossima udienza il 22 marzo

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.