Nel suo percorso di aggiornamento La “Fòcara” convince, appassiona e stimola nuove esperienze creative. Costruzione architettonica rurale di stupefacente design, opera “mitica” della cultura popolare salentina, “La Fòcara”, con il suo groviglio di tralci di vite di negroamaro, entra nell’immaginario dell’artista di Paduli, quale eco naturale delle forme distintive delle sue installazioni.

Così il fuoco più grande del Mediterraneo rivive la sua magica notte del 16 gennaio a Novoli (LE) nel cuore del Salento, ospitando nella sua scenografica accensione gli “innesti” della comunicazione artistica di Mimmo Paladino. I suoi cavalli, archetipi viaggianti nella storia dell’uomo contemporaneo (Da Gibellina , 1990 per la scenografia de “La sposa di Messina” di Friedrich Schiller, a cinque anni dopo nella suggestiva Piazza Plebiscito a Napoli e fino a Milano tra la maestosità del Duomo e Palazzo Reale al centro di una città metropolitana), approdano e si riconoscono in una mimèsi di segni, quasi “fisiologica iconografia” della ultracentenaria festa novolese del Santo del fuoco e degli animali.

«Mescolando fede, costumanze, evocazioni, leggende, racconti e riferimenti letterari, tra scultura, installazione e ambiente» spiega Toti Carpentieri, direttore artistico di FòcarArte «Mimmo Paladino celebra una rappresentazione che ha una grande forza evocativa ponendo sui sentieri della memoria i suoi cavalli, realizzati in cartapesta, sul suo stampo originale, da Carmen Rampino secondo l’eccellenza della tradizione salentina ed “installati” nella loro interezza o parti di un tutto, come fossero generati dal cuore stesso della Fòcara. Ci sono tutti gli elementi per dire che l’atto di congiunzione tra il patrimonio dell’arte e quello della cultura popolare costituisce un’esperienza unica nel suo genere e dunque prototipo di una nuova stagione. E, se la storia si ripete, è probabile che l’installazione novolese sia già oltre il presente come testimonianza di nuova avanguardia, anche oltre la transavanguardia, frutto di creatività senza mediazioni in cui il sapere e il fare, la scienza e l’arte, la materia e lo spirito, il visibile e l’immaginario convivono esaltando i due universi terreno ed ultraterreno. La cremagliera degli uomini della Fòcara insieme all’arte di Paladino sembrano essere così tessere di un nuovo mosaico in cui l’uomo e la terra rimettono insieme i loro valori più alti ed insieme emanano nuovi e originali segnali oltre ogni convenzione spazio-temporale. A sud come a nord, La Fòcara vive il suo tempo e partecipa, al pari dell’Evangelario illustrato ambrosiano voluto dal Cardinale Tettamanzi, al processo di nuova comunicazione dei valori più universali».

Mimmo Paladino, ha firmato anche il primo manifesto d’autore della Festa del fuoco e una xilografia – prodotta dall’autore in tiratura  limitata e numerata da 1 a 100 – che racconta il “mistero” della magica notte della “Fòcara”, realizzata per omaggiare l’unicità del fuoco più grande del bacino del Mediterraneo, e a disposizione dei collezionisti.

Promossa da Regione Puglia, Provincia di Lecce e Comune di Novoli in collaborazione con numerosi partner pubblico-privati, “La Fòcara” è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia e partecipa alla catalogazione Ministeriale per il riconoscimento dell’Unesco quale Patrimonio Intangibile dell’Umanità, da valorizzare e tutelare.

Il nuovo portale dedicato alla festa salentina, consultabile all’indirizzo www.fondazionefocara.com è stato realizzato da ClioCom, fornitore qualificato RUPAR SPC e partner tecnologico della Fondazione Fòcara di Novoli.

 

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