Foto Antonio CastelluzzoSaverio Congedo, consigliere regionale e vice-coordinatore del Pdl, è il braccio destro dell’ex sottosegretario Alfredo Mantovano, l’uomo su cui i mantovaniani hanno puntanto per la corsa  alla segreteria provinciale che si aprirà con il congresso dell’11 e 12 febbraio.

La vostra area ha presentato una bozza di mozione alla stampa con il dichiarato intento di ripartire dalle idee, dai voti e dalle tessere. Avete messo da parte i nomi: Mantovano, due mesi fa, aveva proposto il suo nome per il coordinamento provinciale.

Il congresso provinciale è un momento importante per il partito. Dopo la nomina di Alfano, il dibattito si sposta sul territorio: sarà l’occasione per la classe dirigente  di scegliere, per la prima volta, gli organi provinciali, coordinatore e vice-coordinatore del partito, ma dev’essere anche l’occasione per porre al centro del dibattito politico provinciale un partito che è il più importante del territorio. Quindi, abbiamo deciso di concentrarci sui contenuti mettendo da parte i nomi.

Possiamo dire che avete fatto un passo indietro per evitare un conflitto sui nomi? Alla candidatura di Congedo i fittiani avevano risposto con  Francesco Bruni, ma anche con Marti e, poi, con Gabellone.

Vogliamo aprire il dibattito: la conta la rimandiamo a un momento successivo. Abbiamo presentato una bozza programmatica, una base di partenza, una piattaforma di discussione per accostarsi all’appuntamento elettorale-congressuale interno riempiendolo di contenuti.

Nella bozza elogiate le primarie del centrosinistra e chiedete al centrodestra di percorrere la stessa strada. A Lecce, però, lo ha detto anche Perrone, per fare le primarie sono rimasti al massimo venti giorni: ci avete già rinunciato perché non c’è più tempo?

Le primarie sono un tema nazionale per il Pdl: il primo a lanciarle è stato Alfano. Andrebbero utilizzate, secondo me, anche per individuare i parlamentari, se dovesse rimanere in piedi il porcellum. Nel caso di Lecce, Perrone ha espresso la sua disponibilità, pur essendo un sindaco uscente e non essendo tenuto a farle, sembra che anche Apl sia disponibile a fare le primarie.

Quindi, c’è il tempo di fare le primarie con Pagliaro?

Il fattore tempo è un fattore fondamentale: si voterà il 5 e 6 maggio e i tempi stringono. Non si può arrivare a ridosso della presentazione delle liste: quindi, bisogna fare i conti con questi problemi.

Per il momento, dunque, è un po’ difficile realizzare le primarie, vero?

Come dice Perrone, se le dobbiamo fare, dobbiamo farle in pochissimo tempo.

Altro tema centrale della vostra bozza sono le alleanze: a livello nazionale e territoriale auspicate un riavvicinamento all’Udc. Credete ancora nell’aggancio ai centristi?

Abbiamo fatto un ragionamento di carattere generale che poi bisogna calare nelle singole realtà. Abbiamo dei valori comuni, al di là della stima personale che io nutro nei confronti dei vertici provinciali del partito. Mi auguro che qualcosa possa succedere con l’Udc, ma capisco che ci siano dinamiche regionali e nazionali da tenerte in considerazione.

A livello locale, l’Udc di Ruggeri sembra più orientato a flirtare con la ex centrista Loredana capone, vero?

Immagino che l’Udc possa andare, per coerenza politica, con il Terzo Polo.

Quindi, secondo lei, con la vittoria di Loredana Capone, il terzo Polo non si sfalderà e potrà correre con la Poli candidata sindaco?

Guardo con attenzione a quello che succede nel Terzo Polo. Stiamo organizzando la nostra campagna elettorale, ma lasciamo le porte aperte a chi vuole condividere il nostro percorso.

I mantovaniani hanno cercato di chiudere l’alleanza con la Poli più degli altri: non le dispiace che sia andato tutto in fumo?

Forse questo nostro tentativo è stato troppo enfatizzato: del resto, abbiamo avuto un’esperienza comune con la Poli in An e lì il nostro rapporto, per usare un eufemismo, era fin troppo dialettico. Noi abbiamo lasciato la porta aperta anche a Io Sud.

Tema fondamentale di questo congresso sarà la democrazia interna: voi avete intenzione di spezzare il verticismo. I mantovaniani non vogliono più essere subalterni ai fittiani?

Sino ad oggi il partito è stato costruito sulle percentuali 70-30 tra An e F.I. e un verticismo nelle nomine. Abbiamo intenzione di dare la possibilità al territorio di individuare i propri vertici. Vogliamo superare anche la divisione forzisti o aennini: siamo tutti nel Pdl.

Tanto che lei non farà più la lista “La città”, vero?

Come non la fa più An e Forza Italia.

Ma Fitto continuerà a fare “La Puglia Prima di Tutto”.

Il Pdl accosterà altre liste: è naturale che sia così per motivi tattici, anche per permettere a chi non vuole confluire nel Pdl di dare un apporto.

Siete a 16 mila tessere, ma la maggioranza è ancora saldamente nelle mani di Fitto.

Al congresso non vogliamo dare un approccio di conta, ma è sicuro che i rapporti di forza sono ancora immutati.

Loredana Capone ha polemizzato nuovamente: ha detto che avete presentato una mozione con Ripa in prima fila, “un omofobo”.

Loredana Capone non si è ancora accorta che le primarie sono finite: questo sciacallaggio nei confronti di Ripa è stucchevole e deve finire, perché non ha senso. L’ex assessore al Traffico ha chiesto scusa e si è dimesso. Sono convinto che qualsiasi frase omofoba sia da censurare e che Ripa abbia sbagliato, ma Loredana Capone non ha ancora risposto ai nostri quesiti sul suo concetto di famiglia.

Perrone non ha sostituito Ripa con un altro componente del vostro gruppo: ci siete rimasti male?

Non ne abbiamo nemmeno parlato.

La mozione dei mantovaniani si conclude con un obiettivo: riprendervi la Regione.

E’ l’auspicio di tutto il centrodestra, credo che la gente abbia capito i danni che ha fatto Vendola.

Gaetano Gorgoni

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