“I numeri della guerra dei botti non sono mai stati così alti, 2 morti, 561 feriti, 76 dei quali bambini al di sotto dei dodici anni: la mamma dei cretini è sempre incinta”, è il commento del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, tra i primi a pronunciarsi a favore del divieto dei fuochi

illegali a Capodanno. “Davanti ai bollettini e alle scene da mattanza irachena delle prime ore del 2012, dubito che possano ritenersi soddisfatti quanti hanno accolto con scetticismo ed irriso i provvedimenti con i quali duemila sindaci italiani e tra loro il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano, hanno cercato di limitare le conseguenze dell’uso di esplosivi e fuochi d’artificio: una vera strage, perfino più grave degli anni passati”.
“Quelle manifestazioni sconsiderate non hanno nulla a che fare col divertimento e la tradizione: sono riti tribali, atti di vera violenza – secondo Introna – che spesso recano danni ad ignari cittadini. Sono in tanti a pagare con lesioni, mutilazioni, addirittura con la vita la condiscendenza di troppi italiani verso condotte scriteriate ed autolesionistiche”.
“Forse l’intempestività del richiamo al rispetto dei provvedimenti di divieto, a pochi giorni dalla mezzanotte”, non ha dato il tempo sufficiente a riflettere “sulla natura illecita di una condotta insensata. Ora i sindaci e la società civile hanno un anno intero per confrontarsi su una politica condivisa, sulla riprovazione di comportamenti condannabili e sull’esigenza di salvaguardare prioritariamente la sicurezza dei centri abitati, delle persone, di animali e cose”.
Il presidente Introna ribadisce il “NO” alla stupidità delle “tempeste di fuoco metropolitane” e rinnova la disponibilità dell’intero Consiglio regionale pugliese a schierarsi con leggi ed atti in prima linea nella “crociata giusta, a difesa senza se e senza ma della civiltà e della sicurezza dei cittadini”.

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