Rappresentanti di categoriaNuovo anno vecchi allarmi. In una conferenza stampa congiunta di Confartigianato e Cassa Edile si è ribadito il pericolo, per l’economia locale, se le imprese di costruzione non riescono a far fronte ai bandi di gara in costante ribasso, per gli appalti con le pubbliche amministrazioni. Sotto accusa un bando del comune di Lecce per la realizzazione della rete fognaria nelle marine leccesi

E’ un vecchio costume delle pubbliche amministrazioni, quello di commissionare opere pubbliche attraverso bandi di gara con una base d’asta iniziale in progressivo ribasso, dalla pubblicazione del bando fino al suo scadere, quando le imprese per non rimanere fuori dal mercato sono costrette a partecipare con prezzi irrisori che non coprono le spese. Il risultato è la vincita del bando da chi eseguirà i lavori in pericolosa economia a discapito della buona riuscita dell’opera e della sicurezza collettiva.

Lo hanno denunciato questa mattina in conferenza stampa le organizzazioni Datoriali dei Costruttori Edili di Lecce (Ance, Aniem Confapi, Claai, Confartigianato, Cna) e le organizzazioni Sindacali di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. “Una totale inosservanza del Prezzario regionale vigente – ha commentato il presidente di Confartigianato Edili Antonio Santoro – che viola conseguentemente una serie di norme sui pubblici appalti delle leggi 554 del 1999 e 163 del 2006”. Una situazione più volte denunciata già in passato ma che questa volta interessa il comune di Lecce, tra l’altro in un momento in cui l’intero comparto delle costruzioni soffre una crisi senza precedenti.

La differenza tra i costi d’impresa e il compenso finale, unito alla dilazione nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni alle imprese, innesca un meccanismo che non garantisce: la buona esecuzione dei lavori, la qualità dei materiali usati, il rispetto dei tempi di esecuzione, la corretta applicazione del Contratto Collettivo di lavoro per gli operai, la sicurezza sul cantiere, il pagamento puntuale dei fornitori. L’opera inadeguata, inoltre, può avviare una serie di contenziosi tra i cittadini e la pubblica amministrazione che spende in risarcimenti ciò che ha risparmiato con i ribassi. Tutte queste ragioni hanno convinto gli operatori del settore a chiedere, con una lettera inviata al sindaco Perrone e all’assessore ai lavori pubblici Messuti, l’immediata revoca del bando di gara sulla costruzione della rete fognaria delle marine e la sostituzione dello stesso con l’adeguamento all’elenco dei prezzi così come regolato dalla Regione. Per tutta risposta dal Comune fanno sapere che la differenza dei prezzi “può trovare compensazione con una sapiente tecnica economica e organizzativa da parte delle imprese appaltatrici”. Una situazione non più sostenibile – lamentano le imprese – che sempre più spesso sfocia nei drammi sociali di cui sono piene le cronache, dallo strozzinaggio nel tentativo di tenere in piedi l’impresa fino al gesto estremo del suicidio quando non c’è altra via d’uscita.