Foto Antonio CastelluzzoA Lecce sono più di 1.000 le famiglie che hanno fatto domanda al Comune per un alloggio popolare e che sono in attesa di conoscere la graduatoria per l’assegnazione.

È un numero altissimo di persone, che non hanno una casa propria e che sono in difficoltà economica. Persone che inoltrato domanda agli Uffici Comunali di Lecce in seguito al bado di concorso n. 1/2011 per l’assegnazione in locazione di alloggi popolari, pubblicato il 5 Aprile 2011. Lo comunica in una nota Il Responsabile Settore Privato Sunia Lecce Mario Vantaggiato. A distanza di ben oltre sei mesi dal termine di scadenza per presentare le domande, molti aspiranti ci chiedono di conoscere lo stato dei lavori del collegio comunale incaricato di redigere l’elenco provvisorio della graduatoria da trasmettere alla commissione per la formazione di quella definitiva di cui all’art. 5 della L.R. n.54/84. Ma ad oggi il Comune non sembra pronto a far sapere nulla. E teniamo conto che il termine massimo per redigere le graduatorie non dovrebbe superare i sei mesi.
Migliaia di famiglie non riescono più a sopportare i prezzi dei canoni di affitto del mercato privato e sono costrette a vivere in coabitazione con parenti o amici, o anche in locali antigienici improprimente adibiti ad alloggio.
Con rammarico, pertanto, veniamo a sapere che non tutte le istanze potranno essere soddisfatte, perché le case disponibili a Lecce saranno appena un centinaio, ovvero appena il 10 per cento della richiesta.
E intanto a salire è il numero degli sfratti per morosità incolpevoli, sensibilmente aumentato (oltre il 5%) rispetto all’anno precedente.
Dati fortemente negativi che dovrebbero far ripensare in toto la delicata questione delle politiche abitative: una priorità che sembra sempre in coda all’agenda amministrativa.
Il Sunia, chiede quindi al  Sindaco di Lecce di conoscere lo stato dei lavori della commissione e i tempi di pubblicazione della graduatoria, atteso che il termine preventivato dei sei mesi è già scaduto, al fine di notiziare i nostri assistiti che quotidianamente si recano presso i nostri sportelli nella speranza di una novità che non siamo certo noi a poter dare.

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