E venne il giorno della prima vittoria casalinga del Lecce ! Facciamo subito piazza pulita di eventuali recriminazioni e lamentele di casa nerazzurra : il Lecce ha vinto perchè ha meritato di vincere; l’Inter ha perso perchè il Lecce le ha impedito sia di vincere che di pareggiare; risultato dunque giusto e non sindacabile, punto e a capo.

L’avvio è al rallentatore: l’Inter amministra il palleggio, il Lecce aspetta nel proprio feudo, in agguato, pronto a sguainare la sciabola del contropiede. Tomovic trova il modo di . . .  liberare Milito (10°) il quale, quasi dalla linea di fondocampo, cerca inutilmente la porta sguarnita, fallendola; pericolo scansato, ma l’attenzione difensiva invocata da Cosmi stenta a maturare: Però le ripartenze ci sono, quandanche malamente sprecate; Muriel, per esempio, si beve in velocità Samuel, si presenta in area calciando tra le braccia di Julio Cesar: voto 10 per la velocità e il controllo di palla, sotto la sufficenza per la conclusione. Ci prova anche Cuadrado con una saetta dai 25 metri finita di pochissimo oltre il palo. Si fa fatica ad immaginare che l’Inter possa fare un solo boccone di questo Lecce; le sue iniziative più pericolose nascono da ficcanti iniziative di Lucio, il che la dice lunga sulla apatia di Pazzini e Milito ai quali non arriva il contributo di Snaijder nè quello che di solito assicurano Maicon e Nagatomo con le loro accelerazioni. Per fortuna Benassi è come al solito reattivo mettendoci una sontuosa pezza quando è necessario. Va bene Miglionico, a suo agio come un veterano della maglia, Blasi si segnala in copertura pur con dinamismo comprensibilmente ridotto; Cuadrado va per ora a corrente alternata; lui, lo sapiamo bene, sa fare molto di più; vedremo poi che lo farà, eccome !
E Giacomazzi che fa ? Beh, come capitano di lungo corso spetta a lui il compito di battere Julio Cesar e portare in vantaggio i giallorossi: compito svolto al 40° secondo manuale del calcio. Uno a zero e si va al te.
Non rientra Snaijder, c’è Alvarez posizionato sulla fascia di destra con l’evidente intento di allargare le maglie della difesa giallorossa, creare spazi a beneficio di Pazzini e Milito al momento ancora latitanti. Dipenderà, forse, anche dal fatto che dopo le confidenze iniziali il pacchetto arretrato dei giallorossi non sembra orientato a concedere alcunchè. Cuadrado si è trasformato in gladiatore raffinato; tempi duri per il piccolo samurai Nagatomo perennemente annullato dal colombiano. L’Inter naturalmente spinge, crea pericoli, ma il Lecce mostra sicurezza addiritura concedendosi fasi di palleggio da squadra di nobile classifica.
L’Inter va in gol un paio di volte su mischia da angolo, ma su evidenti posizioni di fuori gioco puntualmenterilevati dal collaboratore dell’arbitro. Muriel lascia il suo posto al nuovo arrivato Seferovic mentre Zarate rileva il fumoso Obi.
Si fa male Giacomazzi, Obodo lo sostituisce quando mancano poco più di dieci minuti al termine. Al 90° Benassi si allunga come tiramolla e salva; Julio Cesar lo imita un attimo più tardi sulla saetta di Di Michele: fuochi d’artificio!
I conti, alla fine , tornano : vince chi merita di vincere e chi non merita ritorna a casa con le pive nel sacco; ma questo, credo, l’ho già spiegato. Meglio così,; anche io posso andare a festeggiare !