Che dire del fascino di un memorabile weekend d’autunno tranquilli in qualche trullo sulle colline o in un caratteristico casale nel parco della Murgia, pervasi dai profumi del mosto e della terra umida?

E del suggestivo incanto del mare d’inverno con i colori cangianti, quando battuto dalla tramontana, increspa le onde contorcendole come cavalli imbizzarriti?
In Puglia d’inverno, quando non piove, prendono luce meravigliose giornate in cui il cielo pare quasi voler precipitare sulla terra, terso e tirato a lucido, di un indaco delicato e compatto, trafitto a tratti da qualche nuvola di un bianco quasi abbagliante. E che dire della calorosa ospitalità che riservano le masserie antiche: l’olio delicato sul pane abbrustolito, il vino corposo e sincero, i deliziosi dolci con la pasta di mandorle.
Gesti rituali, liturgie di un tempo ormai perduto che la frenesia della vita moderna non riesce ancora definitivamente a cancellare. Poi, magari, nel periodo delle feste natalizie, lasciarsi catturare dallo stupore di ritrovarsi in un sensazionale presepe vivente, uno dei tanti che animano le contrade, salvo poi accorgersi che le stesse contrade sono dei veri e propri presepi. Oppure, perdersi nei paesini meno conosciuti ma decisamente più caratteristici che si possono ammirare dal Gargano fin giù alla punta del Salento, unici e belli con le case carine, piccole e sfavillanti al sole che si sovrappongono, come a scaldarsi l’un l’altra.
Il tepore che appanna i vetri delle finestrelle, nell’aria sentori di legna che arde nel camino e di buon cibo che cuoce nelle pignatte. Sono questi alcuni dei piccoli, grandi piaceri che la Puglia d’inverno è in grado di offrire. Emozioni semplici, pure ed intime che, una volta vissute profondamente, si ripongono in  una memoria dolce ed indimenticabile.
E che dire di Lecce? “Adagiata su un altipiano appena ondulato e sollevato un 50 metri sul livello dell’Adriatico. Questo piano sale con dolce declivio nella direzione di Campi e Trepuzzi e si abbassa in tutte le altre direzioni. Sui terrazzi e sui tetti adergono i campanili delle chiese del Rosario e dei Teatini,… le due cupole di Santa Croce e del Carmine e la storia di Sant’Oronzo messa in cima ad un’antica colonna nella piazza centrale. I terrazzi, le altane e diversi livelli delle case, le facciate delle chiese sovraccariche di ornamenti e spesso incomplete, i prospetti anteriori dei palazzi senza tettoie sporgenti, i terrazzini con le ringhiere in ferro… formano tutto un insieme che ha un profumo di orientale ed armonizza tanto bene col nostro clima e col paesaggio che ci circonda”.
Con queste semplici parole Cosimo De Giorgi, scienziato italiano, descrive nel lontano 1879 Lecce, la città per antonomasia delle piazze, delle chiese particolarmente decorate, come nello stile, tipiche di una città teatrale, magica e perennemente in festa.
Nel Salento, terra di odori e sapori, siete tutti invitati a trascorrere una vacanza all’insegna del relax e divertimento!

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