Si affronta una delle piaghe più inaudite dei nostri tempi, il traffico di organi,  e lo si fa attraverso lo sguardo di un bambino senza infanzia.
La voce narrante è quella di Kamal, ragazzino nepalese figlio della miseria e del bisogno

che decide di vendere il proprio rene per riscattare la sua esistenza, fuggire la povertà e ricominciare una nuova vita. Un’idea “semplice” quella di sacrificare il corpo alla possibilità di una vita, ma carica di conseguenze strazianti.
E’ il viaggio di un ragazzino che dalla Valle di Kavre si sposta a Kathmandu, l’ex capitale degli hippies stremata dalla guerra civile, sovrappopolato ventre molle che congiunge mondi all’apparenza lontani ma uniti dalla disperazione. Un mercato in cui la domanda occidentale della salute a tutti i costi incontra l’offerta di chi non ha che la propria carne da vendere.
Lo sfogo di Kamal è un vomito silente che dà voce a un intero mondo sommerso, invisibile, fagocitato da un Occidente mai sazio. È un viaggio agli inferi, fra gironi di medici collusi, organizzazioni dedite alla mercificazione della vita, burocrati compiacenti, intermediari senza scrupoli e ricchi occidentali. Sullo sfondo, un’umanità dolente, colpevole di povertà, sommersa da un silenzio di tacita accettazione.
Muto, in un colpevole silenzio, resta il chirurgo al quale Kamal si rivolge costantemente nel ripercorre ogni faticoso passo di quel viaggio. Il prezzo del biglietto? La perdita dell’innocenza e della propria identità umana
Kamal è un Pinocchio al contrario: da bambino di carne a bambola rotta, burattino retto dai fili rossi della vergogna e della rabbia, in cui a sopravvivere rimane solo il sentimento improvviso della pietà come reincarnazione nel futuro. Una prospettiva straniante per lo spettatore che si ritrova fra il rifiuto dell’orrore per la scelta del protagonista e l’impossibilità di non giustificarla.

NEFRHOTEL. Mi hanno venduto un rene
Teatro Civile

di e con GIUSEPPE CRISTALDI
Musiche originali di DONATELLO PISANELLO (chitarra e organetto)
Con la partecipazione di ANGELO URSO (contrabbasso e sax)
Special Guest PIERPAOLO CAPUTO (viola da gamba e live elettronics)

IL 27 GENNAIO 2012, Teatro Fasano – TAVIANO
Stagione di prosa 2011/12, porte ore 20,00, sipario ore 21,00

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