L’ipermercato di San Cesario chiude perché sacrificato sull’altare degli interessi delle cooperative rosse? A insinuare il dubbio, nella giornata dello sciopero nazionale di otto ore, è il Pdl di San Cesario.

“La scelta di chiudere (e non cedere) l’attività di San Cesario può essere stata determinata dalla volontà di favorire altri gruppi aziendali che detengono gli ipermercati che sorgono intorno alla città di Lecce, guarda caso tutti riconducibili alle c.d. “cooperative rosse” (Conad e Coop). La Rewe, detentrice del marchio Billa (ex Standa) ha, infatti, ceduto a Conad, nelle ultime settimane, ben 43 punti vendita in tutta Italia e suona strano che tra questi non rientri quello di San Cesario: forse perché le stesse cooperative hanno a qualche chilometro un altro grosso ipermercato?”. A dirlo è il consigliere provinciale pidiellino Raffaele Capone, che ha chiesto anche l’apertura di un tavolo di concertazione in Prefettura. Ma non ci sarebbe solo l’Ipercoop di Surbo a pesare. “E’ indecente che il sindaco Girau e i suoi assessori- continuano dal Pdl- affermino oggi di volersi prodigare per tutelare i lavoratori, dopo che hanno rilasciato i permessi e le licenze per l’altro ipermercato che sorge a 100metri e la cui attività in regime di discount ha definitivamente abbattuto la già precaria mole d’affari di Billa”. Al palo rimangono i 76 lavoratori, per i quali il vertice romano del 25 gennaio ha sentenziato l’attivazione delle procedure di mobilità e il licenziamento collettivo. Oggi saracinesche abbassate e braccia incrociate, come negli altri 5 punti vendita sparsi per l’Italia e rimasti fuori dalla ricollocazione. “E’ fuori di dubbio- dice la  deputata del Pd, Teresa Bellanova- che le recenti evoluzioni delle trattative nazionali con la società Rewe rischiano di ridurre quella di San Cesario ad una vertenza locale. Per questo ritengo che serve, da un lato, una pressione verso la Rewe e, dall’altro, un coinvolgimento dell’imprenditoria locale, per offrire un’alternativa di futuro a queste famiglie salentine”. A doversi far carico della vicenda, per la Bellanova, dovrebbe essere la Regione Puglia e a risponderle è la Vicepresidente Loredana Capone, che ha dichiarato “la disponibilità, insieme all’assessore al Welfare Elena Gentile, a convocare la task force regionale per dare ulteriore sostegno alla battaglia dei lavoratori”. “La si convochi già nella prossima settimana”, incalza il Segretario provinciale dei democratici, Salvatore Capone. Di certo rimane un dato: un’altra emorragia di lavoratori di questa portata richiede punti di sutura che nel perimetro del Salento sono, adesso, molto difficili da trovare.

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