Foto Antonio Castelluzzo”Da “pretori d’assalto” a “ermellini d’assalto”. E la giustizia vera?”: è la domanda che pone Alfredo Mantovano, deputato del Pdl, riflettendo sulle cerimonie di inaugurazione dell’ anno giudiziario.

”Quella di sabato – dice Mantovano – è una pagina nera per le istituzioni, poichè in un momento di sforzo per costruire regole di maggiore efficienza ovunque, incluso nei tribunali, richiami settari e faziosi giungono da chi è chiamato a garantire equilibrio e imparzialità: i “pretori d’assalto” di 40 anni fa oggi sono diventati patetici “ermellini d’assalto” (e talora si tratta delle medesime persone fisiche). E questo fa male a tutti, in primis ai giudici, tanti, che lavorano intensamente, e che hanno disagio a essere rappresentati da chi approfitta di occasioni solenni per fare propaganda fuori tempo”. ”La differenza fra quanto accaduto sabato in più d’una corte d’appello e la cerimonia svolta in Cassazione è solo di tono – osserva Mantovano -. Con accenti più forti di quelli adoperati giovedì dal presidente della Suprema Corte Lupo, la sostanza degli interventi di più presidenti di distretti giudiziari è coincisa con comizi connotati da ossessione antiberlusconiana”. L’ esponente Pdl fa notare: ”Se a Milano il dottor Canzio si è rammaricato per il decorso dei termini della prescrizione – facendo intendere che per lui la cosa più importante non è che la giustizia nella sua Corte funzioni, ma che Berlusconi sia condannato -, a Lecce il dott. Buffa ha salutato la fine del precedente governo come l’uscita da un incubo, e ha dedicato buona parte della sua relazione a criticare leggi che non ci sono (intercettazioni, processo lungo, ecc.), per disinteressarsi delle disposizioni che invece, approvate all’unanimità dal Parlamento, sono apprezzate dai Colleghi dei presidenti delle corti, che non fanno comizi, ma le applicano quotidianamente con rigore: da quelle di maggiore efficacia per il sequestro e la confisca dei beni di provenienza illecita, che hanno aumentato di 4 volte la quantità e il valore del sottratto alle mafie, a quelle sullo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose, con sanzioni anche per gli apparati burocratici; dalla costituzione dell’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati all’obbligo di denuncia per l’aggiudicatario di pubblici appalti che riceva richieste estorsive; dalla più puntale attenzione alle vittime dell’usura al 41 bis finalmente a regime … l’elenco è lungo”.

 

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