La celebrazione del primo congresso provinciale del Pdl segna un passaggio importante per far riacquistare centralità e iniziativa a quello che è tuttora il partito di maggioranza relativa, nel Parlamento e nella Nazione

 

Con i congressi che si svolgeranno in contemporanea in tutte le province italiane i militanti Pdl sono messi nelle condizioni, per la prima volta, di scegliere liberamente la propria classe dirigente, ha assicurato Mantovano che esplicita i contenuti del prossimo congresso provinciale in sette punti fondamentali

Il Pdl, una  forza politica “plurale” per realizzare al meglio una sintesi armonica di storie individuali e di culture politiche convergenti, ma non necessariamente identiche. Nel Popolo della Libertà hanno, infatti, trovato spazio e rappresentanza aree politico-culturali legate alla tradizione cattolica, al pensiero liberale, così come aree che si richiamano al socialismo nazionale e all’autonomismo federalista. Insieme, esse hanno permesso al nostro partito di conquistare il primato elettorale e politico.

Il  Pdl una forza politica unitaria.  Il Congresso nazionale, che si celebrerà fra qualche mese, e quelli provinciali di metà febbraio, sono chiamati a costruire un modello organizzativo efficace e adeguato a una grande forza politica, che coinvolga amministratori e quadri dirigenti, con una partecipata vita interna. L’esigenza cui corrispondere è quella di essere un partito radicato, con sezioni, segretari e tesserati, ma al tempo stesso capace di cogliere le nuove dinamiche sociali: a cominciare dal ruolo sempre più significativo dei diversi corpi sociali. I circoli devono essere luoghi di discussione e di dibattito, di formazione delle scelte locali, punti di riferimento per i cittadini dove poter incontrare dirigenti e amministratori e chiedere notizie e conto sull’attività politica.

Il  Pdl, una forza politica con poche chiare regole. Regole certe che garantiscano la coerente attuazione delle decisioni degli organi statutari. Regole certe, perché ciascun singolo iscritto sia rispettato nelle sue posizioni e si senta protagonista di una reale democrazia interna, non ostaggio di imposizioni oligarchiche.

Il Pdl, una forza politica che sceglie con le primarie.  Per la Sinistra le ‘primarie’ si sono rivelate un notevole propellente, idoneo a recuperare e a sopravanzare distacchi in partenza apparentemente insuperabili, proponendo all’elettorato candidature già collaudate. Per il Pdl, anche sul territorio, le primarie vanno assolutamente messe “a regime” come la forma ordinaria di scelta dei candidati per tutte le competizioni elettorali: dal sindaco al presidente della provincia e della regione, fino – restando l’attuale legge – alla composizione della lista per il Parlamento nazionale. Esse costituiscono il mezzo per ritrovare sintonia con il nostro elettorato, stanco e insofferente per essere stato troppe volte abbandonato a sé stesso da un’elezione all’altra e per essere stato costretto ad accettare candidature cadute dall’alto e decise senza alcun confronto con il territorio. Indipendentemente da quella che sarà in futuro la legge elettorale, occorre riannodare quel legame tra rappresentanti e rappresentati che per una serie di ragioni si è molto affievolito. Il congresso provinciale è l’occasione per “istituzionalizzare” le primarie anche per le elezioni amministrative salentine: il Pdl che uscirà dal congresso dovrà sostenere e concretizzare la nuova fase tracciata da Alfano nella direzione del coinvolgimento, della democrazia e della meritocrazia. In tal senso, va segnalata positivamente la volontà del sindaco di Lecce, Paolo Perrone che, mettendo in gioco una posizione che sembrava già naturalmente assegnata, ha accettato di sottoporsi alle primarie per individuare il candidato del Centro-destra alla sua successione.

Il Pdl, una forza politica che persegue le alleanze, sociali e politiche. Compito del Pdl è quello di promuovere il più vasto confronto con tutte le forze sociali, economiche, culturali e politiche del territorio, per orientare, sulla base delle sollecitazioni e del raccordo con la realtà, le scelte di Partito nei consessi nei quali ha propri rappresentanti. Tutto ciò deve avvenire in modo non episodico né frammentario, con un organismo al proprio interno che assuma il compito di incontrare in modo sistematico e periodico le categorie, le organizzazioni sindacali, l’associazionismo e il volontariato: è la maniera per vincere ogni tentazione di autosufficienza e ogni pretesa di conoscenza “a tavolino” dei problemi. Quanto ai rapporti con altre formazioni politiche, nazionali e territoriali, va recuperato un confronto più stabile con l’Udc, cui ci accomuna un lungo e intenso lavoro comune, avviato con la fine della Prima Repubblica, e sviluppato con proficui risultati per un quindicennio. Tale alleanza, significativamente omogenea a Roma come sul territorio, non era soltanto il frutto di una convergenza tattica, destinata a chiudersi al cambio delle rispettive convenienze, bensì il portato naturale di valori comuni (si pensi ai temi della famiglia, della vita, delle politiche sociali in apertura richiamati) e conseguentemente di programmi, esito anche della comune collocazione in nel Partito Popolare Europeo. Tutto questo non può e non deve andare perduto, ma può e deve essere recuperato. Su auspicate ricomposte alleanze e/o intese con l’UDC e con altre forze del Terzo polo, pesano ovviamente dinamiche nazionali; ciò non toglie che anche sul nostro territorio si debba fare il possibile per rilanciare il dialogo. Questo vale anche per tutte le forze politiche e i movimenti – inclusi quelli locali – con i quali esistono punti di interesse comuni, al fine di ricomporre nella sua interezza la vera maggioranza del Popolo pugliese e salentino, che non è di sinistra.

Il Pdl ,una forza politica al servizio del territorio. Chi guiderà il Pdl in questa provincia dovrà mostrare particolare capacità di ascolto degli amministratori locali, siano essi in maggioranza come all’opposizione, delle loro difficoltà e delle loro esigenze. Va costruita una vera e propria rete degli eletti, per rendere l’azione del Pdl, e dell’intero Centrodestra, più omogenea, e quindi più efficace. Intendiamo inoltre dire la nostra, da quest’area geografica, sulle riforme in corso per gli enti locali: la soppressione tout court delle Provincie, in assenza di un disegno chiaro di un apparato di governo locale diretto e tale da garantire risultati veloci, rischia di determinare vuoti dannosi, soprattutto se all’abolizione delle Provincie non si accompagna un intervento serio su enti inutili, agenzie regionali, e così via.

Il Pdl, una  forza politica pronta alla guida della Regione. Fra le possibile sfide del Pdl, primo partito in Puglia, vi è quella di riconquistare la guida della Regione, per uscire finalmente dal malgoverno e da un ideologismo devastante. L’intera legislatura regionale 2005-10 è andata a vuoto per via di una giunta regionale che, più che a governare, ha puntato a distruggere quello che aveva ereditato, all’insegna di un furore ideologico fondato sull’ossessione del “no” a tutto, bloccando occasioni di sviluppo.

Se il tempo delle elezioni politiche si allontana, e la “foto di Vasto” si lacera nei nuovi equilibri politici determinati dal Governo Monti, si aprono gli spazi per un rilancio del Centro-destra, teso a restituire alla Puglia la sua maggioranza naturale. Credere nella rivincita è il presupposto per realizzarla e per costruirla da subito sia sul terreno dei rapporti con la società pugliese, che vanno rinsaldati ed allargati, sia su quello dell’ampliamento delle alleanze che vanno alimentate mettendo in campo spirito di autentica aperture e le nostre migliori risorse umane. Il Pdl che uscirà dai congressi provinciali dovrà porsi questi obiettivi, e iniziare col nuovo metodo già dalla prossima tornata elettorale amministrativa, che ci vedrà impegnati in 21 comuni, fra cui il capoluogo e altri 5 comuni con più di 15.000 abitanti

L’auspicio di Mantovano è che il congresso provinciale venga vissuto come una proficua occasione di discussione per tutti, eletti e non, non su nomi, ruoli e “geografie di potere”, ma su tutti questi temi, ovvero sulla Politica di cui c’è gran bisogno.

 

 

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