Proseguono gli appuntamenti della rassegna culturale “Miggianosilibra”, promossa dal Comune di Miggiano, con il patrocinio di Provincia di Lecce (assessorato alla Cultura) e Regione Puglia, e la collaborazione di SoleVentoEnergia, Gutenberg Libreria e Caroli Hotels. Venerdì 13 gennaio alle ore 18, presso il Theatrum di Miggiano, il giudice Giuseppe Ayala, del mitico pool antimafia di Palermo, presenta “Chi ha paura muore ogni giorno. I miei anni con Falcone e Borsellino”, racconto commosso e toccante della sua verità sul più importante periodo di lotta alla criminalità organizzata del nostro Paese.

Intervengono: Roberto Tanisi, magistrato della Corte d’appello di Lecce, il senatore Giorgio De Giuseppe, già vicepresidente del Senato e difensore civico della Provincia di Lecce, il senatore Giovanni Pellegrino, ex vice presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sulle stragi, Luigi Corvaglia, penalista del Foro di Lecce. Modera il responsabile della Cronaca di Lecce del Nuovo Quotidiano di Puglia Rosario Tornesello. “Miggianosilibra” è un nuovo progetto formativo e culturale che si sostanzia nella presentazione di libri di assoluta attualità nazionale ed internazionale alla presenza degli autori e di personaggi della società civile, della politica, di giornalisti, di imprenditori e di esponenti del mondo ecclesiastico. Obiettivo della rassegna è far leggere non soltanto per incrementare il proprio patrimonio linguistico, ma anche per migliorare le capacità di espressione e di organizzazione del pensiero, lo sviluppo di uno spirito critico e di un pensiero libero. A venti anni dalla terribile estate 1992 che, con i due attentati di Punta Raisi e di via d’Amelio, segnò forse il momento più drammatico della lotta contro la mafia in Sicilia, Giuseppe Ayala torna a raccontare la sua verità su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due simboli non solo dell’antimafia, ma anche di uno Stato italiano che, grazie a loro, seppe ritrovare una serietà e un’onestà senza compromessi. Ayala, che dei due magistrati siciliani fu grande amico, oltre che collega, rappresentò in aula la pubblica accusa nel primo maxi-processo, sostenendo le tesi di Falcone e del pool antimafia di fronte ai boss e ai loro avvocati, interrogando i primi pentiti (tra cui Tommaso Buscetta), ottenendo una strepitosa serie di condanne che fecero epoca. E fu vicino ai due magistrati in prima linea quando, dopo questi primi, grandi successi, la reazione degli ambienti politico-mediatici vicini a Cosa Nostra, la diffidenza del Csm e l’indifferenza di molti iniziarono a danneggiarli, isolarli. In questo libro, per la prima volta, Ayala parla, non solo di Falcone e Borsellino, che ci vengono restituiti alla loro appassionata e ironica umanità, ma anche di quegli anni, delle vittorie e dei fallimenti della lotta alla mafia, dei ritardi e delle complicità dello Stato. La partecipazione all’incontro è accreditata come evento formativo presso l’Ordine degli avvocati di Lecce.

 

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