Lo hanno trovato moribondo nella sala d’aspetto della stazione di Lecce. Dormiva lì tutte le notti Attaer Garin, 50 anni, da otto in Italia dopo essere emigrato dal Niger, uno dei posti più infernali dell’Africa.

Il ricovero in ospedale è servito a ben poco. È morto la mattina del 10 gennaio nel reparto malattie infettive. Attaer aveva, infatti, contratto la scabbia da oltre un anno e a far precipitare le sue condizioni sono stati la fame e l’alcool, dipendenza che lo aveva risucchiato, da quando si era lasciato andare. Almeno da due anni, Attaer era diventato un disadattato, ai margini di questa bella Lecce, che aveva percorso strada per strada per vendere gli oggetti d’artigianato africano che importava dal suo Paese. E di lui, delle sue condizioni, in molti, forse in troppi, sapevano. Aveva chiesto aiuto più e più volte alle associazioni che si occupano di immigrazione. A doverne avere cura sarebbero dovuti essere i servizi sociali del Comune di Cavallino, dove lui aveva la residenza, presso i Comboniani. Da qualche mese a questa parte nessuno, dicono, era riuscito a rintracciarlo. Eppure Attaer era lì, ogni notte, sui seggiolini della stazione. Sapete qual è il vero dramma? Lui aveva ottenuto lo status di rifugiato, inserito in un programma di protezione umanitaria, che avrebbe dovuto garantirgli gli stessi diritti degli italiani, ma che ha fallito, non ha saputo dare risposte e non ha saputo neppure accorgersi di lui.

Ora il suo corpo è all’obitorio del Fazzi. Si aspetterà qualche giorno prima della tumulazione nel cimitero cittadino. La Asl ha, infatti, proceduto con le comunicazioni di rito al consolato del Niger, ma probabilmente per rivendicare la salma non chiamerà nessuno, almeno in Italia non aveva parenti.

“La notizia della morte di un immigrato nella nostra città in situazioni di solitudine, emarginazione ed abbandono, ci lascia attoniti perché vuol dire che la comunità leccese ha ancora tanti passi in avanti da compiere in ordine all’inclusione sociale dei più deboli.” Lo dichiara il  Presidente Provinciale Fli Lecce, Paolo Pellegrino. “Non solo in Italia, ma anche a Lecce, gli immigrati rappresentano, ormai, una grande forza che contribuisce alla crescita dell’economia e meritano più attenzione e maggiore considerazione di quanto ancora non avvenga.

 

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