Foto Antonio CastelluzzoSi tiene oggi l’autopsia per accertare le cause della morte di Gregorio Durante, 34 anni, di Nardò, avvenuta nel carcere di Trani, dove era detenuto, la notte del 31 dicembre scorso.

Il pm della procura di Trani Luigi Scime’ ha avviato indagini ipotizzano il reato di omicidio colposo in concorso: sono indagate 14 persone, tra le quali il direttore del carcere, Salvatore Bolumetti, e personale medico che ha seguito l’uomo in carcere e anche in ospedale, a Bisceglie, dove era stato ricoverato nel reparto di psichiatria, e poi dimesso. L’uomo, anni fa, a causa di una encefalite, aveva cominciato a soffrire di crisi epilettiche e di altri problemi neurologici ma – secondo la denuncia fatta dai familiari, che ne avevano chiesto la scarcerazione – il giorno prima che morisse medici, infermieri e personale penitenziario non avevano creduto che l’uomo stesse male ma avevano ritenuto che egli simulasse. Addirittura all’uomo era stata inflitta una misura punitiva, l’isolamento per alcuni giorni, misura che, sempre secondo i familiari, avrebbe peggiorato le condizioni di Durante, portandolo alla morte. I consulenti della procura sono i professori Biagio Solarino, Roberto Catanisi e Roberto Gagliano Candela. Tutte le persone coinvolte sono gia’ state sentite, si apprende da fonti inquirenti. I risultati della autopsia saranno noti nei prossimi giorni ma e’ la disamina di tutta la storia clinica dell’uomo – a quanto sottolineano fonti investigative – che richiede tempo e analisi approfondita e che servira’ a fare luce su quanto accaduto. In particolare, si dovra’ chiarire se a causare la morte di Durante abbia contribuito il regime carcerario, l’isolamento ed, eventualmente, una errata valutazione medica del suo stato di salute.

 

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