Foto Antonio CastelluzzoCi sarebbero quattordici indagati per la morte di Gregorio Durante, il 34enne, di Nardò, deceduto l’ultimo giorno dell’anno nel carcere di Trani, dov’era detenuto.

Sul registro degli indagati, la Procura di Trani avrebbe iscritto il nome di quattordici persone tra medici del penitenziario tranese, dell’ospedale di Bisceglie, che ebbero in cura il 34enne neretino, ed il direttore del carcere di Trani, quest’ultimo iscritto come atto dovuto. L’inchiesta era stata avviata ieri, dopo la denuncia dei familiari della vittima. L’ipotesi di reato formulata nei loro confronti è di omicidio colposo.
I parenti di Gregorio Durante, figlio di Pippi Durante, condannato all’ergastolo perché ritenuto l’autore materiale dell’omicidio di Renata Fonte, avevano da tempo chiesto la scarcerazione del 34enne a causa dei postumi di una encefalite virale, che l’aveva colpito in età adolescenziale. Le sue condizioni di salute, secondo i familiari non compatibili con il regime carcerarie, sempre secondo i parenti di Durante, sarebbero peggiorate dopo una punizione inflittagli negli ultimi tempi dalla polizia penitenziaria: sempre secondo i familiari, Durante sarebbe stato costretto a restare per tre giorni in isolamento diurno, perché accusato di avere simulato una malattia.
Domani, intanto, il Pm Luigi Scimè conferirà l’incarico al medico legale di eseguire l’autopsia sul corpo del neretino.

 

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