Foto Antonio CastelluzzoUn’opportunità per i giovani salentini di imparare, di aprire le ali e di tornare per costruire qualcosa in patria. E’ questo l’obiettivo dei Master Europei presentati questa mattina dall’Università del Salento nell’edificio dell’ex sperimentale Tabacchi alla presenza del Rettore Domenico Laforgia, della vice presidente della Regione Loredana Capone e dei professori che hanno collaborato ai master.

E non solo presentazione ma anche primo giorno di lezione per i 120 giovani che hanno avuto accesso ai master e che da oggi intraprendono un percorso che si divide in tre blocchi precisi e nel quale acquisiranno le competenze necessarie per “ costruire le proprie vite attraverso informazioni, formazione e strumenti”, come ha tenuto a precisare un’entusiasta Barbara Wojciechowska, direttrice dei Master Europei. “Questi giovani – continua – avranno un bagaglio importante di professionalità che consentirà loro di trovare subito lavoro e avranno la forza di costruire qualcosa.”

 

I 120 giovani che accedono ai master infatti, inizieranno con una prima fase di studio approfondito delle lingue, dopodiché verrà il momento degli stage a Bruxelles, il primo,  dove avranno modo di avere contatti direttamente con la realtà del Parlamento Europeo e in Polonia il secondo, dove studieranno le problematiche polacche e in che modo collocarsi nel mondo del lavoro.

Ogni partecipante ha a disposizione una borsa di studio di 25.000 euro, stanziati dalla Regione Puglia.
European ICT, European Business Law, EU Projects, European Translator, Human Resources Management e Tourism Management sono i nomi dei sei corsi che questa mattina hanno avuto il via dopo il discorso della direttrice Wojciechowska, del Rettore Laforgia e di Sergio Adamo, Responsabile Placement.

“I sei master, le cui sedi polacche variano a seconda della specializzazioni, convergono strategicamente a Bruxelles – precisa Adamo – per lo svolgimento di un intero modulo di lezioni anche all’interno delle istituzioni che decidono le sorti dell’Europa.”

La Puglia si apre all’Europa quindi, con nuove prospettive per i più giovani. La speranza è che queste nuove leve, condividano il desiderio di riportare in Patria il bagaglio acquisito grazie a questi corsi, invece di unirsi alla “fuga dei cervelli” che appare sempre più una soluzione ai problemi di lavoro delle nuove generazioni.

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