Foto Antonio CastelluzzoUn esperimento giudiziale è stato disposto nell’ambito del processo  d’appello sull’omicidio di Antonello De Santis, l’imprenditore del settore vinicolo assassinato il 14 marzo 2005 lungo la strada che collega Copertino a Nardò.

Per quell’omicidio, in primo grado, è stato già condannato  a 24 anni di reclusione il pensionato 63enne originario di Copertino Vito Nestola. Nel  giorno del delitto, la segretaria di un imprenditore in affari con la vittima chiamò De Santis poco prima delle 18. Fu la moglie della vittima a ricevere quella telefonata e a riferirne al marito il contenuto. L’orario di quella telefonata colliderebbe con quanto dichiarato in aula dal maresciallo Salvatore Giannuzzi, comandante della stazione dei carabinieri di Copertino. Il militare ha raccontato di aver visto il furgone in fiamme intorno alle 18.15. In quel furgone sarebbe stato poi rinvenuto il cadavere della vittima. L’esperimento giudiziale, che si terrà il 27 febbraio, dovrà accertare se in quel lasso di tempo sia stato possibile per Nestola realizzare il delitto.

Dietro l’omicidio ci sarebbe per l’accusa un movente legato a contrasti di natura economica,  legati alla cessione di un’azienda vinicola, e a un grosso debito che Nestola avrebbe contratto con De Santis. Il procuratore generale Giuseppe Vignola ha già chiesto la conferma della condanna per l’imputato.