Foto Antonio CastelluzzoÈ cominciata poco fa, con qualche ritardo, la prima udienza del processo davanti alla Corte d’Assise del Tribunale di Taranto per l’omicidio della 15enne Sarah Scazzi, uccisa il 6 agosto del 2010 ad Avetrana.

In aula sono presenti le due principali imputate, dei nove complessivamente rinviati a giudizio, e cioe’ Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, entrambe detenute, accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere. Sono presenti anche Michele Misseri, rispettivamente padre e marito delle due, accusato di concorso in soppressione di cadavere e di altri reati minori, e il nipote Cosimo Cosma, imputato di concorso in soppressione di cadavere. In aula e’ giunta anche la famiglia Scazzi, la madre Concetta Serrano Spagnolo, il padre Giacomo Scazzi e il fratello Claudio. La Corte d’Assise e’ presieduta da Cesarina Trionfo.

Gli avvocati difensori di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, imputate di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere, nell’ambito del processo in Corte di Assise per l’omicidio della 15enne di Avetrana Sarah Scazzi, iniziato oggi a Taranto, hanno dichiarato il loro dissenso nei confronti delle riprese televisive del dibattimento che dovrebbero essere garantite dalla trasmissione Rai ‘Un giorno in pretura’ e poi riversate alle altre reti. In particolare l’avvocato Nicola Marseglia, insieme all’avvocato Franco Coppi (per altro oggi assente) ha affermato che non si intravede “quel particolare interesse sociale” che invece nella sua dichiarazione ha sottolineato il procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino. La procura di e’ detta favorevole alle riprese tv. L’avvocato Valter Biscotti, legale della famiglia Scazzi si e’ detto, a nome anche delle altre parti civili favorevole purche’ non vengano mostrate fotografie e reperti relativi alla vittima che potrebbero costituire un trauma per i famigliari. Secondo l’avvocato Marseglia “la presenza mediatica in questo processo e’ stata perniciosa” e consentire le riprese televisive “potrebbe nuocere al buon andamento del processo”. Anche l’avvocato Luigi Rella che difende Cosima Serrano insieme all’avvocato Franco De Jaco si e’ opposto alle riprese tv. Invece l’avvocato Armando Amendolito, legale di Michele Misseri ha dato il consenso alle immagini televisive “per coerenza da parte del mio assistito”, ha detto.

Non c’e’ la folla attesa stamane al Tribunale di Taranto dove e’ iniziato il processo davanti alla Corte di Assise per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne uccisa ad Avetrana il 26 agosto del 2010. Solo all’inizio dell’udienza si e’ visto un gruppo di cittadini al primo piano davanti alle transenne poste nei pressi dell’Aula ‘Emilio Alessandrini’. Altri gruppi di persone erano presenti al primo piano. Molti, pero’, nel frattempo, sono andati via. Alcuni cittadini sono stati intervistati dalle reti televisive presenti. Le previsioni indicavano un maggior interesse per il processo. In Aula, nello spazio destinato al pubblico, ci sono un centinaio di persone tra le quali la meta’ sono giornalisti. In uno spazio di fronte all’Aula e’ stata organizzata una sala stampa.

La Corte d’Assise si deve pronunciare anche sulle fonti di prova chiesti dalle varie parti (ad esempio 10 lettere di Michele Misseri inviate alla figlia Sabrina e altre 10 alla moglie Cosima, l’eventuale trascrizione integrale delle intercettazioni ambientali e telefoniche, chiesta in particolare dai difensori di Sabrina, Cosima Serrano, Carmine Misseri e Cosimo Cosma, di tutti gli audiovisivi, l’acquisizione delle dichiarazioni spontanee e del memoriale di Michele Misseri durante l’udienza preliminare, una intervista televisiva della trasmissione Matrix del 31 maggio 2011 al momento della scarcerazione dell’uomo, l’acquisizione di tre sentenze della Corte di Cassazione). Nel corso dell’udienza e’ emersa anche l’esistenza presso l’ufficio del pubblico ministero, come riferito dallo stesso pm, di una integrazione istruttoria consistente in una consulenza tecnica di un ingegnere relativa alle conversazioni telefonoiche di quel pomeriggio e alle celle telefoniche dei cellulari di Sabrina, Cosima e Sarah nella casa di via Deledda della famiglia Misseri e nei pressi della stessa villetta. Inoltre l’avvocato Raffaele Missere, legale di Cosimo Cosma, detto Mimino, e’ tornato a contestare la perizia autoptica del professor Luigi Strada, definita ”parziale, omissiva ed erronea” e ha chiesto nuovamente la ripetizione dell’esame necroscopico. Strada, ha detto il legale ha affermato ”di non aver mai ispezionato l’intestino della bambina per non inquinare il quadro probatorio”. Ma in questo modo non si riesce a stabilire l’ora esatta in cui e’ morta Sarah ed e’ stata trasportata nel pozzo. Anche su questa richiesta alla quale si e’ opposto uno dei legali della famiglia Scazzi, Valter Biscotti, si pronuncera’ la Corte di Assise nella prossima udienza.

 

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