Foto Antonio CastelluzzoDue organizzazioni di stampo mafioso smantellate e 13 arresti è il bilancio dell’operazione “Animal House”, che ha tenuto impegnati i caraibineri del comando provinciale di Lecce e la direzione distrettuale antimafia in una complessa indagine nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti.

Un lavoro di investigazione nato e concluso nei mesi del 2010 che si è avvalso di osservazioni, pedinamenti e intercettazioni ambientali, per scovare e smascherare le due organizzazioni che avevano base l’una a Merine di Lizzanello, dove avveniva lo spaccio e l’altra ad Ostuni, che si occupava degli approvvigionamenti.

L’organizzazione merinese che aveva come punto di incontro il negozio “Animal House”, faceva capo a Roberto Mirko De Matteis, 35enne, noto pregiudicato che è stato già arrestato lo scorso 29 dicembre per estorsione e che vanta legami parentali con esponenti della Sacra Corona Unita. Sia il padre Bruno che lo zio Remo De Matteis, infatti, fanno parte dell’organizzazione mafiosa e si trovano in carcere per omicidio. Gli arrestati Pierluigi Bascià – 29enne di Lizzanello -, Cristian Micelli – 33 anni di Merine – e Marco De Fabrizio – 35 anni di Lizzanello – invece, recuperavano le sostanze stupefacenti e psicotrope da Ostuni che forniva gli approvvigionamenti; dopo la consegna Bascià tagliava la droga e la distribuiva agli altri collaboratori che la mettevano in commercio tra i comuni di Merine, Giuggianello, Nardò e Galatina e precisamente a: Mirko De Blasi – 23enne di Giuggianello -, Graziano De Fabrizio – 29enne di Lizzanello -, Antonio Damiano – 29 anni di Collemeto -, Salvatore Franco – 30 anni di Nardò – e Antonio Ippazio Isernia – 34enne di Matino -, l’unico a trovarsi adesso agli arresti domiciliari presso la comunità Emmanuel di Lecce.

L’organizzazione di Ostuni, aveva invece contatti a San Marino e in Albania e persino con esponenti della ndrangheta calabrese. In particolare un elemento che ha dato modo ai carabinieri di collegare le due organizzazioni di Ostuni e di Merine, è stato la morte di Luciano Perfetto, deceduto il 23 agosto 2010 in seguito ad un incidente stradale a San Marino durante uno dei viaggi per l’approvvigionamento.

Le forze dell’ordine hanno poi documentato in più di un’occasione gli spostamenti compiuti in Albania da uno degli arrestati, Antonio Flore, 55enne incensurato che lavorava come imprenditore edile. Gli altri elementi del gruppo di Ostuni che sono stati arrestati, sono Francesco Paolo Ungaro, Giuseppe Cantoro e Cosimo Umberto Lottatore, rispettivamente di 39, 49 e 60 anni e tutti e tre originari del luogo. Altre tre persone inoltre sono indagate in stato di libertà.

Durante le indagini sono stati sequestrati 200 grammi di cocaina tenuta sottovuoto, trovati nel luglio del 2010 nell’appartamenti di Bascià e consegnati al diretto interessato la sera prima della perquisizione domiciliare da Micelli e De Fabrizio. Nel maggio del 2010 invece, durante l’inseguimento di Antonio Damiano e di Salvatore Franco, intercettati sulla tangenziale di Lecce, le forze dell’ordine hanno recuperato un chilo di marijuana contenuto in un panetto della forma di un pallone da rugby che uno degli indagati aveva tentato di lanciare dal finestrino dell’auto, durante la corsa.