Giunge alla quinta edizione la rassegna di teatro in vernacolo nata e promossa dall’associazione culturale Antoniano e patrocinata dal Comune di Lecce. Dodici appuntamenti più uno finale a sorpresa per altrettante commedie in dialetto leccese, che l’associazione Antoniano propone nella sala della comunità, ovvero il cine-teatro della parrocchia di S. Antonio a Fulgenzio.

“Un modo per recuperare una parte del nostro patrimonio culturale che si va perdendo con gli anni”, spiega Fra’ Paolo Quaranta, responsabile della sala della comunità. “Non a caso il titolo della rassegna è ‘Nc’era na fiata e sulla locandina c’è un nonno che racconta storie del passato al nipote.”

Riallacciare i ponti con un aspetto culturale del passato che le nuove generazioni stanno lentamente dimenticando è quindi lo scopo di questa rassegna, che propone gli spettacoli al modico prezzo di 7 euro, una piccola cifra che invoglia anche alla partecipazione.

Il primo spettacolo partirà venerdì 20 gennaio alle 21.00 con la commedia “T’aggiu spusata sì, ma sapìa ca i murire”, di Franco Manni, inscenata dalla compagnia di San Massimiliano Kolbe (Lequile).Seguiranno: il 10 febbraio “Me ‘vanza ‘na socra” de La nuova generazione di Maglie, il 17 febbraio “La badante” della Filodrammatica Lupiae di Lecce, il 2 marzo “Orgogliu te padre” degli Amici del Teatro di Surbo, il 23 marzo “Terra ca nu sienti” del Melograno di Surbo, il 30 marzo “Ci penso io” de La Zucca di Lecce, il 13 aprile “Mannaggia li sordi” de La Bottega di Arturo di Calimera, il 20 aprile “La Benettanima” de Lu Curtigghiu di Lecce, il 27 aprile “Mamma li Turchi!” de Il Saraceno di Lecce, il 4 maggio “Umbre luntane” de La Sacristia di Arnesano, il 18 maggio “Te Natale a Santu Stefanu” dell’associazione Mario Perrotta di Lecce, l’8 giugno “E mo’… fazza Diu!” de Il Campanile di Lecce e infine il 15 giugno la festa di chiusura con tutte le compagnie partecipanti.

Ogni compagnia che si esibirà sul palco dell’Antoniano ha collaborato in toto alla realizzazione dell’evento, andando a confermare i propositi di aggregazione e di socializzazione che la rassegna e l’associazione culturale Antoniano si prefiggono.

“Facciamo cultura a 360°” ha ammesso l’assessore alla cultura Massimo Alfarano. “E questa rassegna è uno dei modi con cui diamo la possibilità a tanti artisti di potersi esibire. Cerchiamo di accontentare tutti insomma. Iniziative di questo genere, danno inoltre la possibilità al pubblico di confrontarsi con una realtà che si va perdendo, che è quella del dialetto leccese.”

Salvaguardare la nostra tradizione attraverso commedie che fanno ridere e intrattengono piacevolmente il pubblico è sicuramente un’ottima strada per fare cultura. E questa, assieme alle tante altre iniziative che la città offre, vanno ad aggiungersi al curriculum per la candidatura a Lecce Capitale della Cultura 2019.